Sette fotografie a colori di residuati bellici immersi nella natura (gavette, elmetti, schegge ecc.) sono associate a dei testi poetici, composti dall’artista e ripartiti nelle stazioni di una settimana, ovvero l’unità temporale della creazione, che scandisce in realtà una perdita individuale, progressiva e irreversibile: dell’amore, della famiglia, di se stessi e infine di Dio.