Alis/Filliol

Database Opere

  • Fusione a neve persa n° 1, 2008

    Fusione a neve persa n° 1, 2008

    Cera e pigmenti
    cm 65 x 46 x 40

    Uno di noi cola cera da fonderia all’interno di un blocco compatto di neve, l’altro lo perfora con oggetti acuminati, creando aperture in cui la cera possa espandersi. Il gesto è ripetuto fino a portare la struttura sull’orlo del collasso. La forma in cera, che viene sacrificata nel processo tradizionale di fusione in metallo (fusione “a cera persa”), diventa qui l’opera finita.

  • Lanus n° 2, 2009

    Lanus n° 2, 2009

    Plastilina di diversi colori e ferro
    dimensioni reali

    In un ambiente completamente buio siamo posizionati uno di fronte all’altro, tra noi il trespolo e l’anima in ferro della scultura. La plastilina è un unico blocco indifferenziato a discapito dei colori che non possiamo vedere. L’esercizio è toccare i lineamenti del viso dell’altro per riportarli sul modellato. La memoria è un ostacolo ma la meccanica dell’atto cieco permette di dimenticare il volto dell’altro. Si tratta di una serie di lavori che prosegue nel tempo con esecuzioni a cadenza regolare.

  • Fort/da, 2010

    Fort/da, 2010

    dimensioni ambiente

    L’allestimento è stato fatto all’interno di un magazzino della fabbrica di giocattoli Nuova Faro. Invece di liberare lo spazio com’era previsto, abbiamo deciso che rimanesse pieno di prodotti stoccati in attesa di essere prelevati e distribuiti nei vari esercizi commerciali. All’interno di questo pieno abbiamo “scavato” per poter allestire i lavori degli artisti. Ne è risultata una grande scultura articolata come un labirinto.
    Un segno onnivoro che fungeva da contenitore e nel contempo da segno di separazione. Ogni opera, infatti, era isolata rispetto a tutte le altre privilegiando il punto di vista del singolo rispetto all’insieme, preservando così l’autonomia delle varie componenti della mostra incluso lo spettatore.
    Durante il periodo della mostra (un mese) le merci stoccate sono state prelevate dagli operai secondo il ritmo di distribuzione dell’azienda. Pertanto l’accumulo è andato via via disgregandosi e diradandosi fino alla nudità delle pareti e delle opere.

  • Calco di due corpi in movimento nello spazio, 2010

    Calco di due corpi in movimento nello spazio, 2010

    Stampe fotografiche
    cm 50 x 70

    Ci siamo posizionati a fronte delle due pareti che delimitano gli estremi del corridoio, uno rivolto verso l’altro. Manipolando l’argilla abbiamo ingaggiato una battaglia che si è ripetuta per diversi giorni, stratificando la materia precipitata sulle pareti di fondo. L’azione avviene in uno spazio chiuso, sotterraneo. Ogni parete assume progressivamente la scrittura degli spostamenti del corpo che evita i colpi e diventa matrice negativa del movimento. Lo spazio diventa calco.

  • Testa di sirena urlante, 2010

    Testa di sirena urlante, 2010

    Sirena industriale, timer elettrico, materiali vari
    dimensioni variabili

    Il lavoro consiste nell’attivare un allarme industriale da evacuazione e ricoprirlo di strati e strati di diversi materiali fonoassorbenti in modo tale da ovattarne il suono fino a renderlo un lontano ronzio.

  • Muro, 2010

    Muro, 2010

    Video super8 riversato su DVD
    00:03:00

    Deformare il proprio corpo a ragione della materia, facendosi negativo in movimento. Il video è girato in una pietraia, con una macchina super8. Esso consiste in una ripresa in soggettiva su una pietraia. Uno di noi corre su una linea immaginaria orizzontale tra le pietre e l’altro, il cameraman, lo segue a breve distanza, per i tre minuti del video.

  • Occupare il minor spazio possibile, 2010

    Occupare il minor spazio possibile, 2010

    Pallet in legno, alluminio, poliuretano espanso, maeriali vari
    cm 175x 120 x 90
  • Destro diritto, destro rovescio, 2010

    Destro diritto, destro rovescio, 2010

    Guanti da carpenteria in cuoio
    cm 23 x 18 x 4

    Strofinare le mani sul marmo di una cava.
    Lasciare che sia la pietra a consumare la pelle dei guanti.
    Sfilare il sinistro e rovesciarlo.

  • Ritratto di fantasma n° 1, 2010

    Ritratto di fantasma n° 1, 2010

    Alluminio, rame, ferro
    cm 230 x 180 x 150
  • Ritratto di fantasma n° 2, 2010

    Ritratto di fantasma n° 2, 2010

    Poliuretano espanso, legno, ferro
    cm 220 x 140 x 100
  • Nero assoluto calco, 2010

    Nero assoluto calco, 2010

    Stampa fotografica
    cm 30 x 20

    Far scomparire una pietra all’interno di una cava di marmo bianco, coprendola di inchiostro calcografico.

  • Fusione a neve persa n° 4/5, 2010

    Fusione a neve persa n° 4/5, 2010

    Cera
    cm 63 x 63 x 72,5; cm 70 x 80 x 95

    Uno di noi cola cera da fonderia all’interno di un blocco compatto di neve, l’altro lo perfora con oggetti acuminati, creando aperture in cui la cera possa espandersi. Il gesto è ripetuto fino a portare la struttura sull’orlo del collasso. La forma in cera, che viene sacrificata nel processo tradizionale di fusione in metallo (fusione “a cera persa”), diventa qui l’opera finita.

  • Robopac, 2010

    Robopac, 2010

    Pellicola di nylon, legno
    cm 150 x 100 x 80
  • Nero assoluto calco s.m. 1310/b, 2010

    Nero assoluto calco s.m. 1310/b, 2010

    Inchiostro calcografico su parete
    dimensioni variabili

    Immersi nel buio di una stanza completamente oscurata, abbiamo agito su una parete facendola letteralmente suonare con ripetuti e continui passaggi del palmo delle mani intrise di inchiostro. Il suono prodotto era udibile sia direttamente accedendo alla stanza buia nella quale lavoravamo, invisibili, sia indirettamente attraverso una parete bianca, che è il retro della parete scelta per il lavoro. Dopo essercene andati si accende la luce.

  • Buco di una tonnellata e mezza (3500 euro di tannino prodotto da Ledoga S.r.l.), 2011

    Buco di una tonnellata e mezza (3500 euro di tannino prodotto da Ledoga S.r.l.), 2011

    Pellet standard di sacchi di tannino
    cm 100 x 120 x 180

    Una determinata quantità di materiale semilavorato (una tonnellata e mezza di tannino in polvere, valore commerciale corrente 3.500 euro) è stata sottratta al suo ciclo economico standard e cristallizzata in una scultura. Una parte del tannino è stata utilizzata per creare un calco della superficie esterna del pallet. Al pieno della scultura corrisponde un vuoto nella fabbrica.