Alessandro Di Giampietro
Database Opere
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Glam, 2007
Plotter printcm 200 x 150Durante la mostra “Caro Giacomo 2010”, che si svolge durante la festa del paese di Perdaxius, mi è stato chiesto di intervenire in tre locali pubblici del paese. Ho deciso di inserire in questi spazi tre immagini completamente stranianti rispetto al contesto ma capaci di dialogare con una realtà di provincia. Tre presenze scomode che risultano scostanti, generando un’iniziale sorpresa e un senso di rifiuto negli spettatori, ma che forse alla fine vengono accettate a dialogare con una realtà di provincia.
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Les invisibles, 2009
C-printcm 60 x 40Serie di 10 ritratti.
Nel lavoro “Les invisibles”, come anche ne “i 13 apostoli”, il mio interesse è rivolto verso alcune realtà che si trovano ai margini della società. In particolare ho voluto indagare e confrontarmi con la realtà transessuale. Ho ricostruito in studio un box per le fototessere in cui ho invitata alcuni transessuali a scattarsi una serie di autoscatti. Ne è risultata un’immagine religiosa, un’icona, Si tratta di un lavoro molto privato, reale ed anche crudo, non nascondibile. -

Tamagotchi, 2009
Stampa lambda montata su una black boxcm 45 x 60“L’indiano in giardino” MIlano Public Spaces. Progetto di Alek O. e Santo Tolone in collaborazione con Isola Art Center con Pedro Barateiro, Dafne Boggeri, Marco Colombaioni, Camilla Candida Donzella, Alessandro Di Giampietro, Lucie Fontaine, Francesco Fossati, Matteo Rubbi, Manuel Scano, Mauro Vignando e Zhou Tao. L’indiano è il soggetto di una fantasia innocente e spericolata che entra nel nostro quotidiano: gli spazi ove compare sono tutto fuorché causali. La disposizione dei luoghi, però, è imprevedibile: quasi fossero le stanze ricollocate di un museo esploso. Si concentrano in poch vie all’interno del quartiere Isola.
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Butterfly etude, 2010
Stampa lambdadimensioni variabiliLavoro realizzato per l’associazione Cherimus. Ho invitato più persone possibili in un’area antistante la miniera, ora abbandonata ma un tempo fonte di sviluppo economico, di San Giuseppe sita nella località di Carbonia, riempiendo il cielo di aquiloni: per un breve istante si è ridato vita ad un luogo perso. L’azione si è poi formalizzata in una fotografia.
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Terra di Dio, 2010
213 polaroid-collagecm 9,4 x 7,2 ciascuna; cm 30 x 24 montate in cornice nera con bordo oroHo conosciuto per la prima volta l’isola di Stromboli durante il progetto “roadside picnic” ideato e curato da Nicoletta Fiorucci e Milovan Farronato a giugni 200. Le sensazioni che avevo percepito erano molto forti. I racconti dei suoi abitanti mi hanno portato ai tempi dell’Odissea di Omero. L’impressione era che l’isola e i suoi abitanti si fondessero in una terza ed invisibile entità. C’è un legame morboso che unisce gli Stromboliani al loro “Iddu” venerato e al tempo stesso temuto: il vulcano. Dio supremo, regola pericolosamente la vita dei suoi abitanti. La sua presenza è prorompente. Nell’ottobre 2010 sono voluto approdare sull’isola per censire l’intera isola, fondere gli abitanti e la terra vulcanica in un’unica entità.
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Terra di Dio, 2010
213 polaroid-collagecm 9,4 x 7,2 ciascuna; cm 30 x 24 montate in cornice nera con bordo oroHo conosciuto per la prima volta l’isola di Stromboli durante il progetto “roadside picnic” ideato e curato da Nicoletta Fiorucci e Milovan Farronato a giugni 200. Le sensazioni che avevo percepito erano molto forti. I racconti dei suoi abitanti mi hanno portato ai tempi dell’Odissea di Omero. L’impressione era che l’isola e i suoi abitanti si fondessero in una terza ed invisibile entità. C’è un legame morboso che unisce gli Stromboliani al loro “Iddu” venerato e al tempo stesso temuto: il vulcano. Dio supremo, regola pericolosamente la vita dei suoi abitanti. La sua presenza è prorompente. Nell’ottobre 2010 sono voluto approdare sull’isola per censire l’intera isola, fondere gli abitanti e la terra vulcanica in un’unica entità.
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The Housekeepers, 2010
Polaroid stratificate montate su box nericm 10.8 x 8.6Sono stato sempre affascinato dal mistero dal paranormale, da tutte quelle pratiche che lambiscono la realtà dalla pura leggenda.Secondo il folklore ogni casa vecchia racchiude in sè le energie di chi vi ha abitato.
Attraverso il ritratto stratificato con elementi delle abitazioni ho voluto materializzare in fisiche presenze le energie di ogni singola casa; da qui la nascita di housekeepeers. -

Stormy weather, 2010
Foto-collage montanto su una white boxfotografia cm 20 x 30; white box cm 45 x 28Edizione di 9+3 p.a.
Rolling Stones “Dolce vita” in Stromboli, progetto creato da Nicoletta Fiorucci e Milovan Farronato. Roadside Picnic vuole essere un nuovo format a metà tra una residenza per artisti e una semplice ma ispiratrice vacanza. Questa nuova formula vuole essere un modo innovativo per stimolare una temporanea coagulazione di idee tra gli invitati, chiamati a scambiare pensieri e suggestioni in una terra davvero eccezionale, uno scenario e un contesto che stimolano la creatività dei partecipanti. Gli artisti sono invitati a non scambiare corispondenza con nessuno al di fuori. L’idea centrale è di offrire un’esperienza di libertà, con la consapevolezza che la spontaneità è la condizione primaria per alimentare le energie. Rodside Picnic è stato vissuto come un’incantevole pausa dalla logica quotidiana del do ut des.
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Riding the new year, 2010
C-printdimensioni variabiliEdizione di 9+3 p.a.
Rolling Stones “Dolce vita” in Stromboli, progetto creato da Nicoletta Fiorucci e Milovan Farronato. Roadside Picnic vuole essere un nuovo format a metà tra una residenza per artisti e una semplice ma ispiratrice vacanza. Questa nuova formula vuole essere un modo innovativo per stimolare una temporanea coagulazione di idee tra gli invitati, chiamati a scambiare pensieri e suggestioni in una terra davvero eccezionale, uno scenario e un contesto che stimolano la creatività dei partecipanti. Gli artisti sono invitati a non scambiare corispondenza con nessuno al di fuori. L’idea centrale è di offrire un’esperienza di libertà, con la consapevolezza che la spontaneità è la condizione primaria per alimentare le energie. Rodside Picnic è stato vissuto come un’incantevole pausa dalla logica quotidiana del do ut des.
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Parcondicio, 2010
C-printdimensioni variabiliEdizione unica.
Rolling Stones “Dolce vita” in Stromboli, progetto creato da Nicoletta Fiorucci e Milovan Farronato. Roadside Picnic vuole essere un nuovo format a metà tra una residenza per artisti e una semplice ma ispiratrice vacanza. Questa nuova formula vuole essere un modo innovativo per stimolare una temporanea coagulazione di idee tra gli invitati, chiamati a scambiare pensieri e suggestioni in una terra davvero eccezionale, uno scenario e un contesto che stimolano la creatività dei partecipanti. Gli artisti sono invitati a non scambiare corispondenza con nessuno al di fuori. L’idea centrale è di offrire un’esperienza di libertà, con la consapevolezza che la spontaneità è la condizione primaria per alimentare le energie. Rodside Picnic è stato vissuto come un’incantevole pausa dalla logica quotidiana del do ut des.
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Never ending story, 2010
Foto-collage montato su una black boxcm 60 x 45Edizione unica.
Rolling Stones “Dolce vita” in Stromboli, progetto creato da Nicoletta Fiorucci e Milovan Farronato. Roadside Picnic vuole essere un nuovo format a metà tra una residenza per artisti e una semplice ma ispiratrice vacanza. Questa nuova formula vuole essere un modo innovativo per stimolare una temporanea coagulazione di idee tra gli invitati, chiamati a scambiare pensieri e suggestioni in una terra davvero eccezionale, uno scenario e un contesto che stimolano la creatività dei partecipanti. Gli artisti sono invitati a non scambiare corispondenza con nessuno al di fuori. L’idea centrale è di offrire un’esperienza di libertà, con la consapevolezza che la spontaneità è la condizione primaria per alimentare le energie. Rodside Picnic è stato vissuto come un’incantevole pausa dalla logica quotidiana del do ut des.
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The Housekeepers, 2010
Polaroid stratificate montate su box nericm 10.8 x 8.6Sono stato sempre affascinato dal mistero dal paranormale, da tutte quelle pratiche che lambiscono la realtà dalla pura leggenda.Secondo il folklore ogni casa vecchia racchiude in sè le energie di chi vi ha abitato.
Attraverso il ritratto stratificato con elementi delle abitazioni ho voluto materializzare in fisiche presenze le energie di ogni singola casa; da qui la nascita di housekeepeers. -

0,1,100, 2011
Polaroid stratificatecm 10,8 x 8,6Indossare una maschera è una metafora per distinguere i tipi di atteggiamenti tenuti nelle diverse situazioni della vita, siamo l’essenza che interpreta tutti questi ruoli. La maschera come annullamento o come adattamento alle richieste della società
“Uno, nessuno e centomila”.
indossare diverse maschere a seconda delle situazioni e l’essere, proprio per questo motivo, nessuno. Si apre quindi una grande parentesi in cui ci si rende conto del fatto che, non solo la realtà è soggettiva, ma lo è anche la sua interpretazione
la maschera è quindi tutto ciò che si ferma, separandosi dal flusso continuo degli eventi. L’individuo è quindi una maschera, che però non ha solo la sua forma, ma anche quella che gli altri vedono, rendendo la persona da singolo a folla, implicando l’annullamento totale dell’identità personale.
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0,1,100, 2011
Polaroid stratificatecm 10,8 x 8,6Indossare una maschera è una metafora per distinguere i tipi di atteggiamenti tenuti nelle diverse situazioni della vita, siamo l’essenza che interpreta tutti questi ruoli. La maschera come annullamento o come adattamento alle richieste della società
“Uno, nessuno e centomila”.
indossare diverse maschere a seconda delle situazioni e l’essere, proprio per questo motivo, nessuno. Si apre quindi una grande parentesi in cui ci si rende conto del fatto che, non solo la realtà è soggettiva, ma lo è anche la sua interpretazione
la maschera è quindi tutto ciò che si ferma, separandosi dal flusso continuo degli eventi. L’individuo è quindi una maschera, che però non ha solo la sua forma, ma anche quella che gli altri vedono, rendendo la persona da singolo a folla, implicando l’annullamento totale dell’identità personale.
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0,1,100, 2011
Polaroid stratificatecm 10,8 x 8,6Indossare una maschera è una metafora per distinguere i tipi di atteggiamenti tenuti nelle diverse situazioni della vita, siamo l’essenza che interpreta tutti questi ruoli. La maschera come annullamento o come adattamento alle richieste della società
“Uno, nessuno e centomila”.
indossare diverse maschere a seconda delle situazioni e l’essere, proprio per questo motivo, nessuno. Si apre quindi una grande parentesi in cui ci si rende conto del fatto che, non solo la realtà è soggettiva, ma lo è anche la sua interpretazione
la maschera è quindi tutto ciò che si ferma, separandosi dal flusso continuo degli eventi. L’individuo è quindi una maschera, che però non ha solo la sua forma, ma anche quella che gli altri vedono, rendendo la persona da singolo a folla, implicando l’annullamento totale dell’identità personale.
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0,1,100, 2011
Polaroid stratificatecm 10,8 x 8,6Indossare una maschera è una metafora per distinguere i tipi di atteggiamenti tenuti nelle diverse situazioni della vita, siamo l’essenza che interpreta tutti questi ruoli. La maschera come annullamento o come adattamento alle richieste della società
“Uno, nessuno e centomila”.
indossare diverse maschere a seconda delle situazioni e l’essere, proprio per questo motivo, nessuno. Si apre quindi una grande parentesi in cui ci si rende conto del fatto che, non solo la realtà è soggettiva, ma lo è anche la sua interpretazione
la maschera è quindi tutto ciò che si ferma, separandosi dal flusso continuo degli eventi. L’individuo è quindi una maschera, che però non ha solo la sua forma, ma anche quella che gli altri vedono, rendendo la persona da singolo a folla, implicando l’annullamento totale dell’identità personale.
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0,1,100, 2011
Polaroid stratificatecm 10,8 x 8,6Indossare una maschera è una metafora per distinguere i tipi di atteggiamenti tenuti nelle diverse situazioni della vita, siamo l’essenza che interpreta tutti questi ruoli. La maschera come annullamento o come adattamento alle richieste della società
“Uno, nessuno e centomila”.
indossare diverse maschere a seconda delle situazioni e l’essere, proprio per questo motivo, nessuno. Si apre quindi una grande parentesi in cui ci si rende conto del fatto che, non solo la realtà è soggettiva, ma lo è anche la sua interpretazione
la maschera è quindi tutto ciò che si ferma, separandosi dal flusso continuo degli eventi. L’individuo è quindi una maschera, che però non ha solo la sua forma, ma anche quella che gli altri vedono, rendendo la persona da singolo a folla, implicando l’annullamento totale dell’identità personale.












