Alessandro Di Giampietro

Database Opere

  • x-ray stecca, 2003

    x-ray stecca, 2003

    99 fotografie monate su alluminio
    cm 30 x 40 ciascuna; alluminio mm 1

    In collaborazione con Bert Theis.

  • Glam, 2007

    Glam, 2007

    Plotter print
    cm 200 x 150

    Durante la mostra “Caro Giacomo 2010”, che si svolge durante la festa del paese di Perdaxius, mi è stato chiesto di intervenire in tre locali pubblici del paese. Ho deciso di inserire in questi spazi tre immagini completamente stranianti rispetto al contesto ma capaci di dialogare con una realtà di provincia. Tre presenze scomode che risultano scostanti, generando un’iniziale sorpresa e un senso di rifiuto negli spettatori, ma che forse alla fine vengono accettate a dialogare con una realtà di provincia.

  • Toyboy, 2008

    Toyboy, 2008

  • 13 apostoli, 2008-2009

    13 apostoli, 2008-2009

    12 stampe lambda montante su white box, neon 5000k su ogni box

    Edizione di 5.

  • Golden Cicle, 2009

    Golden Cicle, 2009

    Collage di polaroid, montate su una scatola nera
    ogni collage cm 10,8 x 8,5 – scatola cm 28 x 442

    Edizione unica.

  • Flowers storm, 2009

    Flowers storm, 2009

  • Golden26082010 (Robin Rhode), 2009

    Golden26082010 (Robin Rhode), 2009

    Photo-collage
    cm 28 x 42
  • Les invisibles, 2009

    Les invisibles, 2009

    C-print
    cm 60 x 40

    Serie di 10 ritratti.
    Nel lavoro “Les invisibles”, come anche ne “i 13 apostoli”, il mio interesse è rivolto verso alcune realtà che si trovano ai margini della società. In particolare ho voluto indagare e confrontarmi con la realtà transessuale. Ho ricostruito in studio un box per le fototessere in cui ho invitata alcuni transessuali a scattarsi una serie di autoscatti. Ne è risultata un’immagine religiosa, un’icona, Si tratta di un lavoro molto privato, reale ed anche crudo, non nascondibile.

  • Tamagotchi, 2009

    Tamagotchi, 2009

    Stampa lambda montata su una black box
    cm 45 x 60

    “L’indiano in giardino” MIlano Public Spaces. Progetto di Alek O. e Santo Tolone in collaborazione con Isola Art Center con Pedro Barateiro, Dafne Boggeri, Marco Colombaioni, Camilla Candida Donzella, Alessandro Di Giampietro, Lucie Fontaine, Francesco Fossati, Matteo Rubbi, Manuel Scano, Mauro Vignando e Zhou Tao. L’indiano è il soggetto di una fantasia innocente e spericolata che entra nel nostro quotidiano: gli spazi ove compare sono tutto fuorché causali. La disposizione dei luoghi, però, è imprevedibile: quasi fossero le stanze ricollocate di un museo esploso. Si concentrano in poch vie all’interno del quartiere Isola.

  • Milleluci, 2009

    Milleluci, 2009

    Fotocopia di stampa
    cm 160 x 120

    Edizione di 25.

  • Red on black stone, 2009

    Red on black stone, 2009

    C-print
    cm 24 x 30

    Edizione di 9+3 p.a.

  • Rainbow guy, 2009

    Rainbow guy, 2009

    Stampa lambda
  • After the storm, 2010

    After the storm, 2010

  • Butterfly etude, 2010

    Butterfly etude, 2010

    Stampa lambda
    dimensioni variabili

    Lavoro realizzato per l’associazione Cherimus. Ho invitato più persone possibili in un’area antistante la miniera, ora abbandonata ma un tempo fonte di sviluppo economico, di San Giuseppe sita nella località di Carbonia, riempiendo il cielo di aquiloni: per un breve istante si è ridato vita ad un luogo perso. L’azione si è poi formalizzata in una fotografia.

  • Terra di Dio, 2010

    Terra di Dio, 2010

    213 polaroid-collage
    cm 9,4 x 7,2 ciascuna; cm 30 x 24 montate in cornice nera con bordo oro

    Ho conosciuto per la prima volta l’isola di Stromboli durante il progetto “roadside picnic” ideato e curato da Nicoletta Fiorucci e Milovan Farronato a giugni 200. Le sensazioni che avevo percepito erano molto forti. I racconti dei suoi abitanti mi hanno portato ai tempi dell’Odissea di Omero. L’impressione era che l’isola e i suoi abitanti si fondessero in una terza ed invisibile entità. C’è un legame morboso che unisce gli Stromboliani al loro “Iddu” venerato e al tempo stesso temuto: il vulcano. Dio supremo, regola pericolosamente la vita dei suoi abitanti. La sua presenza è prorompente. Nell’ottobre 2010 sono voluto approdare sull’isola per censire l’intera isola, fondere gli abitanti e la terra vulcanica in un’unica entità.

  • Terra di Dio, 2010

    Terra di Dio, 2010

    213 polaroid-collage
    cm 9,4 x 7,2 ciascuna; cm 30 x 24 montate in cornice nera con bordo oro

    Ho conosciuto per la prima volta l’isola di Stromboli durante il progetto “roadside picnic” ideato e curato da Nicoletta Fiorucci e Milovan Farronato a giugni 200. Le sensazioni che avevo percepito erano molto forti. I racconti dei suoi abitanti mi hanno portato ai tempi dell’Odissea di Omero. L’impressione era che l’isola e i suoi abitanti si fondessero in una terza ed invisibile entità. C’è un legame morboso che unisce gli Stromboliani al loro “Iddu” venerato e al tempo stesso temuto: il vulcano. Dio supremo, regola pericolosamente la vita dei suoi abitanti. La sua presenza è prorompente. Nell’ottobre 2010 sono voluto approdare sull’isola per censire l’intera isola, fondere gli abitanti e la terra vulcanica in un’unica entità.

  • The Housekeepers, 2010

    The Housekeepers, 2010

    Polaroid stratificate montate su box neri
    cm 10.8 x 8.6

    Sono stato sempre affascinato dal mistero dal paranormale, da tutte quelle pratiche che lambiscono la realtà dalla pura leggenda.Secondo il folklore ogni casa vecchia racchiude in sè le energie di chi vi ha abitato.
    Attraverso il ritratto stratificato con elementi delle abitazioni ho voluto materializzare in fisiche presenze le energie di ogni singola casa; da qui la nascita di housekeepeers.

  • Stormy weather, 2010

    Stormy weather, 2010

    Foto-collage montanto su una white box
    fotografia cm 20 x 30; white box cm 45 x 28

    Edizione di 9+3 p.a.

    Rolling Stones “Dolce vita” in Stromboli, progetto creato da Nicoletta Fiorucci e Milovan Farronato. Roadside Picnic vuole essere un nuovo format a metà tra una residenza per artisti e una semplice ma ispiratrice vacanza. Questa nuova formula vuole essere un modo innovativo per stimolare una temporanea coagulazione di idee tra gli invitati, chiamati a scambiare pensieri e suggestioni in una terra davvero eccezionale, uno scenario e un contesto che stimolano la creatività dei partecipanti. Gli artisti sono invitati a non scambiare corispondenza con nessuno al di fuori. L’idea centrale è di offrire un’esperienza di libertà, con la consapevolezza che la spontaneità è la condizione primaria per alimentare le energie. Rodside Picnic è stato vissuto come un’incantevole pausa dalla logica quotidiana del do ut des.

  • Riding the new year, 2010

    Riding the new year, 2010

    C-print
    dimensioni variabili

    Edizione di 9+3 p.a.

    Rolling Stones “Dolce vita” in Stromboli, progetto creato da Nicoletta Fiorucci e Milovan Farronato. Roadside Picnic vuole essere un nuovo format a metà tra una residenza per artisti e una semplice ma ispiratrice vacanza. Questa nuova formula vuole essere un modo innovativo per stimolare una temporanea coagulazione di idee tra gli invitati, chiamati a scambiare pensieri e suggestioni in una terra davvero eccezionale, uno scenario e un contesto che stimolano la creatività dei partecipanti. Gli artisti sono invitati a non scambiare corispondenza con nessuno al di fuori. L’idea centrale è di offrire un’esperienza di libertà, con la consapevolezza che la spontaneità è la condizione primaria per alimentare le energie. Rodside Picnic è stato vissuto come un’incantevole pausa dalla logica quotidiana del do ut des.

  • Parcondicio, 2010

    Parcondicio, 2010

    C-print
    dimensioni variabili

    Edizione unica.

    Rolling Stones “Dolce vita” in Stromboli, progetto creato da Nicoletta Fiorucci e Milovan Farronato. Roadside Picnic vuole essere un nuovo format a metà tra una residenza per artisti e una semplice ma ispiratrice vacanza. Questa nuova formula vuole essere un modo innovativo per stimolare una temporanea coagulazione di idee tra gli invitati, chiamati a scambiare pensieri e suggestioni in una terra davvero eccezionale, uno scenario e un contesto che stimolano la creatività dei partecipanti. Gli artisti sono invitati a non scambiare corispondenza con nessuno al di fuori. L’idea centrale è di offrire un’esperienza di libertà, con la consapevolezza che la spontaneità è la condizione primaria per alimentare le energie. Rodside Picnic è stato vissuto come un’incantevole pausa dalla logica quotidiana del do ut des.

  • Never ending story, 2010

    Never ending story, 2010

    Foto-collage montato su una black box
    cm 60 x 45

    Edizione unica.

    Rolling Stones “Dolce vita” in Stromboli, progetto creato da Nicoletta Fiorucci e Milovan Farronato. Roadside Picnic vuole essere un nuovo format a metà tra una residenza per artisti e una semplice ma ispiratrice vacanza. Questa nuova formula vuole essere un modo innovativo per stimolare una temporanea coagulazione di idee tra gli invitati, chiamati a scambiare pensieri e suggestioni in una terra davvero eccezionale, uno scenario e un contesto che stimolano la creatività dei partecipanti. Gli artisti sono invitati a non scambiare corispondenza con nessuno al di fuori. L’idea centrale è di offrire un’esperienza di libertà, con la consapevolezza che la spontaneità è la condizione primaria per alimentare le energie. Rodside Picnic è stato vissuto come un’incantevole pausa dalla logica quotidiana del do ut des.

  • The Housekeepers, 2010

    The Housekeepers, 2010

    Polaroid stratificate montate su box neri
    cm 10.8 x 8.6

    Sono stato sempre affascinato dal mistero dal paranormale, da tutte quelle pratiche che lambiscono la realtà dalla pura leggenda.Secondo il folklore ogni casa vecchia racchiude in sè le energie di chi vi ha abitato.
    Attraverso il ritratto stratificato con elementi delle abitazioni ho voluto materializzare in fisiche presenze le energie di ogni singola casa; da qui la nascita di housekeepeers.

  • Circus, 2010

    Circus, 2010

    Collage
    cm 11 x 9
  • Disko, 2010

    Disko, 2010

    cm 13 x 18
  • 0,1,100, 2011

    0,1,100, 2011

    Polaroid stratificate
    cm 10,8 x 8,6

    Indossare una maschera è una metafora per distinguere i tipi di atteggiamenti tenuti nelle diverse situazioni della vita, siamo l’essenza che interpreta tutti questi ruoli. La maschera come annullamento o come adattamento alle richieste della società

    “Uno, nessuno e centomila”.

    indossare diverse maschere a seconda delle situazioni e l’essere, proprio per questo motivo, nessuno. Si apre quindi una grande parentesi in cui ci si rende conto del fatto che, non solo la realtà è soggettiva, ma lo è anche la sua interpretazione

    la maschera è quindi tutto ciò che si ferma, separandosi dal flusso continuo degli eventi. L’individuo è quindi una maschera, che però non ha solo la sua forma, ma anche quella che gli altri vedono, rendendo la persona da singolo a folla, implicando l’annullamento totale dell’identità personale.

  • 0,1,100, 2011

    0,1,100, 2011

    Polaroid stratificate
    cm 10,8 x 8,6

    Indossare una maschera è una metafora per distinguere i tipi di atteggiamenti tenuti nelle diverse situazioni della vita, siamo l’essenza che interpreta tutti questi ruoli. La maschera come annullamento o come adattamento alle richieste della società

    “Uno, nessuno e centomila”.

    indossare diverse maschere a seconda delle situazioni e l’essere, proprio per questo motivo, nessuno. Si apre quindi una grande parentesi in cui ci si rende conto del fatto che, non solo la realtà è soggettiva, ma lo è anche la sua interpretazione

    la maschera è quindi tutto ciò che si ferma, separandosi dal flusso continuo degli eventi. L’individuo è quindi una maschera, che però non ha solo la sua forma, ma anche quella che gli altri vedono, rendendo la persona da singolo a folla, implicando l’annullamento totale dell’identità personale.

  • 0,1,100, 2011

    0,1,100, 2011

    Polaroid stratificate
    cm 10,8 x 8,6

    Indossare una maschera è una metafora per distinguere i tipi di atteggiamenti tenuti nelle diverse situazioni della vita, siamo l’essenza che interpreta tutti questi ruoli. La maschera come annullamento o come adattamento alle richieste della società

    “Uno, nessuno e centomila”.

    indossare diverse maschere a seconda delle situazioni e l’essere, proprio per questo motivo, nessuno. Si apre quindi una grande parentesi in cui ci si rende conto del fatto che, non solo la realtà è soggettiva, ma lo è anche la sua interpretazione

    la maschera è quindi tutto ciò che si ferma, separandosi dal flusso continuo degli eventi. L’individuo è quindi una maschera, che però non ha solo la sua forma, ma anche quella che gli altri vedono, rendendo la persona da singolo a folla, implicando l’annullamento totale dell’identità personale.

  • 0,1,100, 2011

    0,1,100, 2011

    Polaroid stratificate
    cm 10,8 x 8,6

    Indossare una maschera è una metafora per distinguere i tipi di atteggiamenti tenuti nelle diverse situazioni della vita, siamo l’essenza che interpreta tutti questi ruoli. La maschera come annullamento o come adattamento alle richieste della società

    “Uno, nessuno e centomila”.

    indossare diverse maschere a seconda delle situazioni e l’essere, proprio per questo motivo, nessuno. Si apre quindi una grande parentesi in cui ci si rende conto del fatto che, non solo la realtà è soggettiva, ma lo è anche la sua interpretazione

    la maschera è quindi tutto ciò che si ferma, separandosi dal flusso continuo degli eventi. L’individuo è quindi una maschera, che però non ha solo la sua forma, ma anche quella che gli altri vedono, rendendo la persona da singolo a folla, implicando l’annullamento totale dell’identità personale.

  • 0,1,100, 2011

    0,1,100, 2011

    Polaroid stratificate
    cm 10,8 x 8,6

    Indossare una maschera è una metafora per distinguere i tipi di atteggiamenti tenuti nelle diverse situazioni della vita, siamo l’essenza che interpreta tutti questi ruoli. La maschera come annullamento o come adattamento alle richieste della società

    “Uno, nessuno e centomila”.

    indossare diverse maschere a seconda delle situazioni e l’essere, proprio per questo motivo, nessuno. Si apre quindi una grande parentesi in cui ci si rende conto del fatto che, non solo la realtà è soggettiva, ma lo è anche la sua interpretazione

    la maschera è quindi tutto ciò che si ferma, separandosi dal flusso continuo degli eventi. L’individuo è quindi una maschera, che però non ha solo la sua forma, ma anche quella che gli altri vedono, rendendo la persona da singolo a folla, implicando l’annullamento totale dell’identità personale.

  • Dazed & Confused, 2011

    Dazed & Confused, 2011

    Collage su stampa vinilica, montato su blackbox
    cm 132 x 150