Marcello Maloberti

VIA PADOVA 138, 2008
Video, colore, suono, 30’

VIA PADOVA 138 è il punto di partenza per una traversata urbana lungo la quale l’artista raccoglie una collezione di ritratti video: una cinquantina di interviste, micro storie e narrazioni generate dall’incontro con persone che abitano o percorrono la animata via che da Piazzale Loreto conduce fuori città. Un melone giallo, astrazione dell’esotismo reale e presunto che caratterizza la zona, è un testimone che passa di mano in mano e diventa veicolo di voci e volti. Un passaparola che scandisce il racconto delle diversità, delle trasformazioni, della storia e del presente di questo territorio e di chi lo abita. VIA PADOVA 138 è un video e anche una performance in cui l’artista, con la sua poetica, attiva un dialogo e traccia un percorso che trasforma una linea sulla mappa della città in un coro di voci e di esperienze.
Via Padova, tanto maltrattata dai media, quanto interessante dal punto di vista antropologico e urbanistico, è una linea di confine tra il centro e la periferia e un’arteria di collegamento tra Milano e i comuni limitrofi. Nonostante le cronache la ritraggano come una zona ad alto rischio, vi convivono pacificamente scuole di storica tradizione pedagogica – come la Casa del Sole nel Parco Trotter – e scuole di danza etnica, pasticcerie napoletane e panetterie nordafricane, salumerie norcine e macellerie islamiche, bocciofila e moschea, discount cinesi e negozi cult, sviluppi immobiliari di prestigio e case di ringhiera affacciate su cortili che sembrano souk. Vi si parlano quasi tutti i dialetti d’Italia e molte delle lingue del mondo. É un territorio ricco di suggestioni e di diverse sapienze che, a saperle cogliere e valorizzare, costituirebbero una straordinaria risorsa.
Con questo video Assab One intende ancora una volta entrare in relazione con il territorio in cui opera e a/da cui da anni cerca di offrire/trarre spunti di riscatto e di riflessione. È con questo spirito che, in occasione di inContemporanea numero due, Elena Quarestani ha coinvolto Marcello Maloberti, che vive e lavora nel quartiere, avviando con lui un progetto aperto a sviluppi successivi. Artista sensibile a questi temi, Maloberti sa trattarli con un linguaggio lieve e sorridente, complice e rispettoso, capace di suggerire altri modi di vedere.