Maurizio Cattelan

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Untitled, 2004
Installazione di tre, dimensioni reali
Piazza XXIV Maggio, Milano

Opera di Maurizio Cattelan appositamente concepita per uno dei luoghi più significativi della storia della città: nella cornice di piazza XXIV Maggio, con i suoi riferimenti alle battaglie napoleoniche e agli eventi delle guerre mondiali, Maurizio Cattelan inscena l’epilogo di una fiaba che trova i suoi precedenti tanto nelle incisioni di Goya quanto in antichi rituali scolpiti nella memoria popolare.
Commissionata e prodotta per l’occasione, la scultura Untitled [Senza titolo], 2004, è formata da tre manichini in dimensioni reali appesi all’albero più antico di Milano. L’opera mette in scena una nuova allucinazione collettiva, che cattura e allo stesso tempo allontana le tensioni e gli orrori del nostro presente: come in una gogna medievale tre bambini finiscono appesi a un albero e osservano la verità a occhi spalancati. Untitled guarda all’infanzia come a un territorio di fantasia e libertà ma anche come un luogo di violenza e di terrore. Immersione nella realtà più cruda, il lavoro di Maurizio Cattelan è sempre uno specchio delle tensioni e delle isterie del mondo contemporaneo, l’artista mette in cortocircuito le contraddizioni del mondo e le espone al giudizio del pubblico. Come un riflettore puntato sulla realtà, Untitled compare profeticamente proprio nei giorni in cui sui media si susseguono le terribili immagini delle violenze perpetrate nella prigione di Abu Ghraib. L’installazione dell’opera suscita da subito reazioni contrastanti e innesca un acceso dibattito sull’arte e su ciò che può essere permesso nello spazio pubblico. Alla discussione – che si propaga attraverso la stampa, i media e i commenti lasciati sotto la scultura, in un turbinio di eventi animati da un senso di urgenza che di rado investe la città – partecipano giornalisti, critici, scrittori, le autorità comunali e i cittadini di Milano. Sotto la vecchia quercia compaiono poster, lettere e messaggi di approvazione o dissenso scritti dagli abitanti del quartiere e da passanti occasionali. Dopo meno di quarantotto ore dall’inaugurazione un cittadino distrugge la scultura, che sarebbe invece dovuta rimanere esposta fino al 6 giugno. In difesa dell’opera di Maurizio Cattelan scendono immediatamente in piazza direttori di musei e istituzioni internazionali, tra cui Harald Szeemann che invita Maurizio Cattelan a esporre la scultura nell’autunno seguente alla prima biennale di Siviglia. Con Untitled l’arte contemporanea torna dopo molti anni sulle prime pagine dei quotidiani italiani e piazza XXIV Maggio si trasforma per settimane in un luogo di dibattito: chiunque passi nei pressi della quercia può chiamare in diretta una radio locale, Radio Popolare, e rilasciare dichiarazioni e commenti. Oggi l’immagine dei tre manichini appesi all’albero di piazza XXIV Maggio fa parte dell’immaginario collettivo e viene costantemente citata e utilizzata come riferimento in occasione di dibattiti e discussioni sull’arte contemporanea e sulla censura.