
Unlived, 2016
Video installazione a otto canali, 71’
La “crisi” economica europea degli ultimi anni, soprattutto in Grecia, Spagna e Italia, ha avuto un impatto sulla concezione generale del lavoro, in particolare della classe media. Questo video si basa sul lavoro dello psicoanalista Adam Phillips che spiega come tutti noi conduciamo due vite parallele: quella che stiamo vivendo attivamente e quella che riteniamo che avremmo dovuto o avremmo potuto ancora avere. Per quanto cerchiamo di esistere nel momento, la vita non vissuta è una forte presenza in noi. Conviviamo con il mito del nostro potenziale, di ciò che potrebbe essere o avrebbe potuto essere. In questa videoinstallazione a 8 canali, l’artista segue la linea tracciata dal desiderio di una seconda vita lavorativa dei suoi interlocutori, presente in molti di noi e raramente attualizzato. Partendo da una storica dell’arte e dai problemi legati alla sua professione nell’Italia contemporanea, il desiderio di una seconda vita dell’intervistata ci porta a un secondo interlocutore e monitor, una cuoca. Il cuoco a sua volta ci porta da giornalista, e così via, in serie con altri 6 interlocutori. Questa catena di lavoro, attualizzata o desiderata, si conclude con due possibili esiti: lavoratori il cui desiderio è stato realizzato e che conducono due vite lavorative simultanee; lavoratori disoccupati che scelgono un’altra opzione di vita (suicidio) a causa della loro incapacità di trovare lavoro in tempi di crisi.