UNCONTROLLED DENOMINATIONS, 2014
Progetto
Careof, Milano
Presso l’organizzazione per l’arte contemporanea Careof di Milano in occasione del Capodanno cinese, Leone Contini realizza una cena ispirata al Jiaozi (raviolo cinese), piatto tradizionale associato alle celebrazioni per l’anno nuovo. Nella superstizione popolare questo tipo di alimento propizia infatti la buona sorte per l’anno che viene. I ravioli, in innumerevoli forme e denominazioni, sono diffusi dalla Corea fino alla penisola iberica, in un continuum euro-asiatico. L’atto di costruirli e mangiarli è associato a elementi di convivialità e intimità domestica. In Cina la famiglia si riunisce per il Capodanno e “costruisce” collettivamente i jiaozi; nel nostro immaginario il fare ravioli è associato alla vita familiare, al focolare domestico e a suggestioni inter-generazionali, in quello russo per creare familiarità tra persone che non si conoscono bene. Il raviolo sembra essere un medium universale inclusivo – forse anche per come un sottile strato di pasta avvolge il ripieno. Jiaozi, manti, khinkali, tortellini e ravioli sono anche legati di volta in volta a identità nazionali o regionali. A partire dal raviolo ibrido “Jiaozi di Carmignano”, paradossale esito del progetto Nutri la Mente (laboratorio di cucina tosco-cinese, Prato 2011), Leone Contini propone un gioco di transizioni dove le procedure di controllo che informano la costruzione dei ravioli euro-asiatici si disattivano, aprendo a innumerevoli e incontrollabili possibilità di ibridazione. Il progetto si sviluppa in due fasi: una prima parte pensata in forma laboratoriale prevede l’immersione all’interno della zona di Paolo Sarpi alla ricerca degli ingredienti necessari alla ricetta. Successivamente all’interno dello spazio espositivo di Careof si procederà all’impasto e alla realizzazione dei ravioli da condividere con gli altri commensali. La cena vera e propria sarà guidata da una lecture/performance, animata dal racconto e dal disegno estemporaneo. Come in una lezione di botanica, Leone Contini approfondisce i dettagli invisibili del mondo vegetale cinese, illustrando la propria ricerca e procedendo alla cottura dei ravioli assemblati. L’intervento nasce dal progetto a lungo termine ToscoCina, cui si intrecciano altri recenti progetti come Km0 e Feed your Head Nutri la Mente, in cui l’artista si concentra sull’agricoltura di sussistenza della comunità cinese in Toscana e in Brianza, e su come concetti come convivenza e coabitazione si rivelino anche attraverso il cibo, che “diventa continuamente oggetto di un investimento simbolico che concerne in egual misura la costruzione del sé e dell’altro.” In particolare Uncontrolled denominations è stato sviluppato presso la Delfina Foundation, Londra, in occasione di una residenza all’interno del progetto The Politics of Food nel mese di gennaio 2014.
