
Pulsazioni#1_ECO, 2019-2020
Padiglione dei risvegli (House of awakening). Ospedale Bellaria Bologna Italy.
Il progetto Pulsazioni è stato ideato da Emilio Fantin con Fabiola Naldi, curatrice dell’installazione Intergrator, nella “Casa dei Risvegli”. Ospedale Bellariva, Bologna. Pulsazioni 2 ha avuto luogo presso la Libreria Infomodo (2020) e la Casa per anziani Lyda Borelli di Bologna (2019). Emilio Fantin e Fabiola Naldi proseguono la loro collaborazione, in attesa di proporre Pulsazioni 3. Pulsazioni è una composizione concepita in diversi “movimenti”. La prima “Pulsazione” nasce dall’Integratore, un’installazione costituita da un labirinto di veli metallici. Al centro del labirinto si trovano alcune panche – in realtà sedie gotiche dallo schienale alto – nascoste tra le nicchie dei veli, dove il pubblico è invitato a sedersi per ascoltare storie, poesie e sogni raccontati da sopravvissuti allo stato di coma profondo, ospiti della Casa dei Risvegli che è una filiale dell’Ospedale Bellaria di Bologna. Alla potenza narrativa delle voci di questi sopravvissuti si aggiunge il carico emotivo e l’intensità di questi racconti di risvegli. Gli ospiti della Casa dei Risvegli ci invitano nel loro mondo, solo apparentemente distante, e a dialogare con noi attraverso ondate di silenzio.
La Casa del Risveglio non è semplicemente un luogo di cura e convalescenza, ma anche un crogiolo creativo in cui le qualità espressive e artistiche di questi pazienti hanno un impatto sulla nostra immaginazione. Gli spazi della “Casa del Risveglio” inducono un’atmosfera particolare in cui corpi e anime sembrano fluttuare in una terra inaccessibile. Questi sopravvissuti sembrano lontani eppure restano vicini. L’arte tocca profondamente le nostre menti e i nostri cuori, trasformando ogni situazione in un evento comunicativo potenzialmente unico in cui l’immagine e la voce, i ricordi e le storie sono catalizzati attraverso uno spazio generato dall’artista. Qui l’immaginazione, la trasformazione e le pulsioni interiori sono generate dall’azione artistica. All’interno di questa installazione, il pubblico ascolta le storie dei sopravvissuti. L’intenzione è quella di ricreare una condizione che allude a quella del sopravvissuto: siete presenti in uno spazio comune condiviso e tuttavia – nascosti tra le pieghe del labirinto – non riuscite a vedervi. La voce del sopravvissuto è una voce di speranza che si fa sentire, infondendo forza ai presenti attraverso il potere evocativo dell’emozione. Così è il potere della singola voce di infondere coraggio per ascoltare oltre i confini del percepibile, verso una realtà luminosa al di là della ragione.