
“… Alla base di tutto il lavoro di Massimo Pianese è l’idea di una post-umanità, inconciliata e inconciliabile. La verità che insinua è che non vi sia un’altra chance, nessun girone di ritorno, nessuna richiamata alle armi che ci permetta una rivincita. Il territorio risulta così quello di atmosfere di vitrea sospensione, di- esistenzialismo gelatinoso e flashback sintetici. Flamingoes è scandito da un tempo infinitamente lento, ascrivibile al poetico più che al reale. Due masse informi rosa shocking si muovono impercettibilmente, come accarezzati dal vento. Nel trascorrere dei minuti si rivelano essere due fenicotteri rosa (di quelli incollati sul retro delle penne da bancarella). Uno resta in primo piano, l’altro si allontana all’orizzonte, raggiunto poi da uno- stormo . Tra i fenicotteri rosa e quello violetto si instaurano in questo tempo sospeso e trascinato vere e proprie dinamiche sociali…”
Laura Carcano (tratto dal catalogo Fair Play , Salerno, 2005)