
Quest’operazione parte dall’idea di ritmo. Il protagonista è un musicista Griot del Burkina Faso che fa del ritmo, appunto, la sua ragione di vita. Ho immaginato Ablo all’interno di un giardino pubblico dove poter svelare qualcosa senza comunicare né musicalmente, né verbalmente ma misteriosamente per osmosi. L’impressione ricercata è quella di trovarsi davanti a un’immagine straniata e straniante. Ablo seduto al centro della scala sta fumando in una sorta di dimensione sospesa, subito dopo incrocerà una donna che compierà un gesto inaspettato e surreale che destabilizzerà totalmente il protagonista. Il fulcro della scena è nettamente in contrasto con il mood nettamente più sobrio mostrato durante l’attesa. Sono immagini in movimento rarefatte, mute, che amplificano gli aspetti comuni come in un continuo fuso orario.