
Per rendere più accessibile l’idea di questo lavoro potrei dire che il suo concetto è quello del gioco a dadi, però un gioco che non ha regole, ma, spero, stimoli. Le cinque forme di bronzo modellano i cinque continenti: la geologia è rispettata su tutte e due le facce, rispettando così le leggi della caduta. In quanto sono formate dalla mia mano, stimolano la vostra a conoscerle e a gettarle. L’incuriosito può guardare, toccare, gettare questi dadi mondiali in un’azione individuale sedendosi su di un celeste tappeto di mollettone di forma orbitale. Ogni ordine e relazione possibili diventano intimi. Questa intimità è lo spazio di relazione in cui ci meravigliamo ed è in questo spazio in cui il mondo diventa natura proprio nel senso del tramonto, del movimento dell’acqua, del vento, dunque lo fa ritornare ad essere un fenomeno primario, una materia plasmabile che plasma la nostra immaginazione, il nostro desiderio, la nostra memoria e cioè la nostra anima: il movimento del pensare ritorna ad essere osservabile come un fenomeno naturale.