
Il Giardino Sospeso, 2003
Installazione di circa 200 alberi di carta, disegnati a mano e ritagliati, filo da pesca trasparente
Viafarini
La partenza è un libro sugli alberi, che per sua natura è un tentativo di catalogazione universale delle varie tipologie di albero esistenti in natura. Ogni enciclopedia è manchevole a suo modo ed in continuo aggiornamento e assestamento . Alla fine ogni enciclopedia finisce per essere credibile come l’enciclopedia degli animali dell’imperatore cinese di Borges…
L’ idea è quella di realizzare un giardino ideale , che non cresce per terra , ma è sospeso nell’aria . In cui non esiste stagione di fioritura o inverno. Ma si pone lì, richiuso in se stesso, fluttuante e girevole , un po’ come quei giochi che girano nell’aria e che si appendono sopra le culle dei bambini per farli dormire .
Ho preso questo libro sugli alberi e sono andata dai miei parenti e dai miei amici e gli ho chiesto se avrebbero disegnato degli alberi per me.
Gli ho mostrato il libro con l’elenco di tutti gli alberi e gli ho detto di scegliere quali alberi volevano disegnare. Ognuno ha scelto i suoi alberi, ci sono delle ripetizioni, ma sono ammesse, perché alcuni alberi sono amati più di altri. Gli alberi scelti sono circa 200, gli alberi reali sono molti di più. Anche questa enciclopedia è parziale, e contempla solo alcuni alberi disegnati dalle persone che sono in relazione con me.
Ho creato una nuova antologia , in cui ognuno racconta un albero , se stesso e qualcos’altro … Ognuno ha disegnato i propri alberi come voleva, ma ci sono ovviamente delle regole. C’ è un perimetro in cui disegnare l’albero , il tipo di foglio è uguale per tutti , così come i pennarelli , in sedici gradazioni stabilite.
Finiti gli alberi ogni albero viene ritagliato dal foglio e appeso al soffitto con filo da pesca trasparente secondo una precisa disposizione.

La Città di Mary, 2003
Stampa digitale montata su forex, interventi a pennarello, 100 x 150cm
Una di una serie di 1O differenti città
La Città di Mary è sospesa nell’aria. Non appoggia sulla superficie, ma è una città fluttuante. La sua pianta richiama le geometrie dei cerchi nel grano (crop circles). Gli edifici seguono una partizione geometrica che dal centro della città si dirama, allargandosi, verso il bordo, a spicchi. E’ caratterizzata da aree verdi circolari e giardinetti adibiti all’ospitare varie speci di animali. In alcuni di questi giardini sono presenti cucce per cani di varie dimensioni. Fra gli edifici vi è un osservatorio astronomico ed un “anfiteatro” per concerti. In questa città vi sono dei buchi nella pavimentazione, in cui è possibile cadere e precipitare nel vuoto.

Luoghi che non esistono più, 2010
16 modelli in legno, cartone
Sulla parete di fondo: “altri luoghi che non esistono più” 256 cartoline pezzi unici, ognuna 15 x 10,5 cm
Work in progress
Io vivevo in ticinese a milano, un quartiere molto specifico per le cose che c’erano e che vi accadevano. Il “Bar Verde” dove prendevo il caffè e le sigarette ogni giorno, era contemporaneamente il bar dei residenti della via ed uno dei luoghi di ritrovo del sabato pomeriggio per la scena dark milanese degli anni ‘90 fino alla chiusura. Il negozio di dischi “Ice Age” sotto il mio appartamento è stato fino al 2006 un punto di riferimento per la musica alternativa. Il più economico è cordiale “Ristorante Cinese” in Corso di Porta Ticinese ha cambiato gestione e si è trasformato in un ristorante giapponese nel 2003. Al civico 68 ha chiuso definitivamente l”Ambulatorio Veterinario Dottor delle Donne”. Il “Panificio” anche lui ha chiuso attorno al 2003. A questi rimane da aggiungere il “Rainbow Club” (1993-2008) in via Besenzanica 3 ed il “Linus Club” (1994-2000) dietro via Larga.