Stefano Boccalini

Europa, 2014
Installazione, 10 stampi Marque à Pain, legno di ciliegio, colla vinilica, misure variabili

Dieci stampi di derivazione greco-ortodossa utilizzati per la preparazione di ostie o di dolci in occasione di feste religiose, dove ho sostituito alle scritte religiose, presenti negli oggetti originali, parole provenienti dal linguaggio economico.
Dieci bassorilievi in pasta di sale e colla vinilica prodotti utilizzando gli stampi in legno di ciliegio.
Opera realizzata e acquisita per la mostra Food, curata da A. von Fürstenberg al Museo MuCEM di Marsiglia.

PubblicaPrivata, 2015
Installazione permanente, acciaio, ferro, 100 x 700 x 20 cm
Temù, Brescia

L’idea nasce dall’osservazione, da parte dell’artista, del territorio Camuno: delle montagne e del fiume Oglio che percorre la valle da Ponte di Legno fino al lago d’Iseo, con le sue centrali idroelettriche e i suoi sbarramenti. Ma nasce anche dall’ascolto dei suoi abitanti, di chi vuole tutelare un bene che dovrebbe essere comune.
La parola PUBBLICA è realizzata in acciaio inossidabile, mentre la parola PRIVATA è realizzata in ferro che a contatto con l’acqua è destinato a deteriorarsi nel tempo.
Una riflessione che si inserisce in un dibattito che ha un ampio respiro: acqua pubblica o privata?
Opera realizzata per Aperto 2015.

La Ragione nelle Mani, 2020-2022

Stefano Boccalini e il Distretto Culturale della Valle Camonica collaborano da vari anni, prima nell’ambito della rassegna Aperto_Art on the border – la manifestazione di arte pubblica che mette in rapporto l’arte contemporanea con il territorio camuno – e, più recentemente, nell’ambito del progetto Ca’Mon – sostenuto da Fondazione Cariplo – per la realizzazione a Monno di un Centro per l’arte e l’artigianato della montagna, di cui Boccalini è direttore artistico.
La ragione nelle Mani è un progetto che si muove su due livelli, quello del linguaggio e quello dei saperi artigianali, attraverso il coinvolgimento della comunità locale. Tutti i manufatti che compongono l’opera sono stati realizzati in Valle Camonica da quattro artigiani affiancati ognuno da due giovani apprendisti. Gli otto “allievi” sono stati selezionati attraverso un bando pubblico, promosso dalla Comunità Montana e rivolto ai giovani della valle interessati a confrontarsi con pratiche artigianali appartenenti alla tradizione camuna: la tessitura dei pezzotti, l’intreccio del legno, il ricamo e l’intaglio del legno. Queste forme artigianali, che storicamente ricoprivano una funzione di primaria importanza nel tessuto sociale e culturale della Valle, oggi faticano a resistere ai cambiamenti imposti dalla modernità e pochi ne conoscono ancora le antiche tecniche.