Stefano Arienti

Corte di Dei, 1998
Murazzi del Po (Torino)

Un “Presepio”  multireligioso chiama a raccolta immagini e segni appartenenti a diversi culti religiosi del mondo. Il presepio, compresenza di sacro e di profano, intende restituire il fascino e il mistero che le religioni  continuano a esercitare sulle nostre convinzioni e le nostre vite. L’artista fornisce un presidio di Dei già riconosciuti e riconoscibili, pronti in ogni momento a convalidare il mistero della loro molteplice presenza fra  di noi. Corte di Dei, infatti, non si pone la finalità di sminuire l’unicità e l’assolutezza della Divinità tipica dei monoteismi, né di presentare alcun culto  come esempio di puro folklore, una improbabile bancarella delle religioni. Semmai vuole rappresentare il fascino che le religioni continuano ad esercitare sulle nostre convinzioni e sulle nostre vite. Il suggerimento sottile, ma neanche troppo, della presenza di immagini o di nomi che ogni culto attribuisce a Dio o agli Dei, nel profondo rispetto delle reciproche differenze, è un invito alla tolleranza e all’attenzione a quelle possibilità che la coesistenza di culture diverse ci può offrire.Un progetto a cura di Gail Cochrane.