Roberta Piccioni

Database Opere

  • Mise en abîme, 2002

    Mise en abîme, 2002

    Veduta dell’installazione alla Galerie im Traklaus di Salisburgo.
    Lungo piano sequenza di un albero fiorito. L’albero subisce il ripetersi sempre diverso di scoperte sensoriali, nel flusso continuo del pubblico del giardino.

  • Mentre le cose accadono, 2002

    Mentre le cose accadono, 2002

    Due proiezioni video in sincronia, installate separatamente sulle superfici opposte di una parete.
    Sulla scalinata di una chiesa di Lisbona un anziano signore estrae e ripone alcuni oggetti dalla cavità di un gradino. Uno spazio privato e segreto creato sotto lo sguardo cieco della città.
    Inquadratura fissa sulle mie mani che “eseguono” i suoni prodotti dai gesti laboriosi dell’uomo.

  • Onde altissime, 2003

    Onde altissime, 2003

    00:02:30

    Un breve racconto sul volo degli uccelli, sui ritmi, sui moti, l’ordine e il disordine.
    Un labile viaggio dell’occhio verso il cielo. Un volo dello sguardo nei propri pensieri.

  • Le magiche fruste, 2003

    Le magiche fruste, 2003

    00:02:00

    Un gruppo di frustatori che, in un arido paesaggio di campagna sul finire del giorno, inscenano una lenta danza gestuale, musicando con la frusta il rallentato passo di un tempo musicale, visivo e percettivo.

  • A due tempi, 2003

    A due tempi, 2003

    Veduta dell’installazione alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna.
    L’inquadratura è fissa mentre scorrono, sullo sfondo di un cielo azzurro, i gesti ritmici di un gruppo di frustatori. Una scansione spazio temporale data dal suono e dalla sintesi delle immagini. L’uso di poche immagini ripetute narra una microstoria che prende le forme di imprevedibili geometrie date da segni grafici sullo sfondo del cielo.

  • Toque, 2004

    Toque, 2004

    00:02:50

    Un incontro casuale nelle strade di Zaragozza. La trasformazione temporale amplifica i suoni alterando la percezione degli spazi urbani.

  • Toque, 2004

    00:02:50

    Un incontro casuale nelle strade di Zaragozza. La trasformazione temporale amplifica i suoni alterando la percezione degli spazi urbani.