Katarzyna Matoga
Database Opere
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Milano 1997: sette nuovi parchi in città, 1997
Pavimento erboso naturale, sonoro con canto di uccelli, profumodimensioni variabili; pavimento mq 18Giovanni RicciIl lavoro è consistito nel ricoprire il pavimento dei sette gabinetti dell’Umanitaria di Milano con un tappeto erboso naturale e nella diffusione al loro interno di sonoro con il canto degli uccelli di città.
E’ una riflessione, da una parte, sulle mai rispettate promesse politiche di creazione di spazi verdi e, dall’altra, sulla fisicità, sul nuovo rapporto tra corpo-bisogni elementari e tra corpo e spazio privato-spazio pubblico. -

Il tempo da raggiungere, 1997
Lastre di piombo e 40 kg di mele verdidimensioni variabili; 8 elementi da m 1 x 1 ciascuno, altezza variabile con il tempoIl lavoro, eseguito in una chiesa sconsacrata, utilizza la carica simbolica del frutto in una struttura basata sull’equilibrio e sulla resistenza fisica dei due materiali messi in relazione di tensione e di tempo.
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Senza titolo, 1997
Fogli di alluminio lucididimensioni variabiliLavorando sul significato della colonna come elemento portante e simbolico della “chiesa ufficiale” di Biella (il cui recente restauro ne accentua l’importanza rispetto al circostante tessuto urbano), l’artista è intervenuta sugli stessi elementi dell’architettura minore della città abbandonata e non restaurata con una semplice protezione, utilizzando semplicemente la carta di alluminio che si usa oer conservare e mantenere i cibi.
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Silence, 1997
Lastre in alluminio satinato, cornice e supporto in ferro2 elementi da m 4 x 2 x 15 ciascunoIntervento contro l’inquinamento visivo dello spazio pubblico. Contro la prepotenza della pubblicità nell’ambiente urbano, l’artista propone il “silenzio” visivo. Installazione di pannelli di acciaio, semplici, appesi – come cartelli pubblicitari – in differenti punti della città, perfettamente puliti.
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Excavation, 1997
Piombo colatocm 400 x 150 x 8Intervento contro le azioni di gruppi neonazisti che continuano a profanare l’antico cimitero ebraico a Cracovia, e contro il disinteresse politico e la mancata difesa pubblica di questo spazio.
L’intervento consisteva nello scavare clandestinamente un triangolo, come parte della stella d’Israele, davanti all’entrata del cimitero. Il lavoro è stato programmato in sei fasi per tre persone: 1) posa dei cartelli per la deviazione del traffico (1 min.); 2) tracciamento (2 minuti); 3) taglio dell’asfalto (8 minuti); 4) rimozione dell’asfalto (40 minuti); 5) regolazione del fondo (15 minuti); 6) rimozione dei cartelli (1 minuto). -

IU#1, 1997
80 elementi interattivi in alluminiodimensioni variabili; 80 elementi da cm 100 x 30 ciascunoGiovanni RicciL’intero spazio della galleria è stato riempito da uccelli in alluminio appesi al soffitto con dei fili trasparenti che potevano essere messi in movimento dai visitatori. L’idea era quella di lavorare con il filo come nel gioco dell’uccello di legno che viene appeso sopra la culla dei bambini.
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Riflessi in/desiderati, 1998
Specchi deformanti, cornice di legno e ferrocm 250 x 200 x 30Giovanni RicciTrittico di specchi deformanti: ingrassante, dimagrante e reale. E’ un oggetto di design che vuole fare riflettere sul corpo umano e sui problemi reali ed immaginari legati all’estetica del corpo.
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Eurotopi ’98, 1998
Elementi in resina col marchio della Comunità Economica Europea, sonoro con suono del maredimensioni variabili; 180 elementi da cm 35 x 20 ciascunoAnnalisa GuidettiPer questo lavoro sono state raccolte diverse informazioni sullo spazio espositivo, sulla memoria e il significato storico dell’edificio, sulla sua presenza fisica e il suo significato economico e immobiliare nella città attuale, nonché sulla sua prossima demolizione ed omologazione come parte del porto turistico di Pescara. Il lavoro vuole essere anche una riflessione sul circuito artistico, sulle moltitudini di visitatori e sulla marginalità sociale dell’arte.
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My mother and my father are gone, 1999
Tavolo in alluminio, specchicm 70 x 220 x 73 + 60 di altezzaAnnalisa GuidettiIl tavolo fa parte di una serie di oggetti di design basati su parametri paradossalmente diversi da quelli estetici o di pura utilità e che si rivolgono alla sfera dell’etica. L’oggetto nasce da una riflessione sui nuovi rapporti interpersonali nell’ambito dell’ambiente domestico. Un tavolo, testimone del quotidiano, protagonista del consumarsi o del modificarsi del rapporto di coppia.
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Intruso, 2000
Laserprint, supporto in polistirolo, lettocm 350 x 400; 7 laserprint da cm 60 x 70 ciascuno, letto cm 240 x 90Roberto MarossiFoto del mare della riva di Otranto e di dormitori abusivi in alcune aree dismesse di Milano. L’artista ha scelto un racconto fotografico di un viaggio per parlare dell’identità di Milano. I viaggiatori che fuggono dalla guerra e dall’oppressione, dalla fame e dalla povertà. Il letto è inteso come minimo spazio orizzontale che risponde ad un bisogno primario all’arrivo, prima del cibo, dei soldi o di qualunque altra cosa.
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Escape from closed 003, 2000
Laserprintcm 70 x 100Un ciclo di foto con paesaggi che suggeriscono l’idea del viaggio, fisico e mentale. Danno l’idea dell’enormità, siano essi paesaggi naturali o metropolitani, invitano alla scoperta e all’esplorazione. Il viaggio significa per me apertura mentale, ed è una parola chiave per comprendere sia i cambiamenti sia la “possibilità” di accettare le nuove condizioni non solo da parte di chi arriva ma anche da parte di chi riceve.
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Escape from closed 009, 2000
Laserprintcm 70 x 100Un ciclo di foto con paesaggi che suggeriscono l’idea del viaggio, fisico e mentale. Danno l’idea dell’enormità, siano essi paesaggi naturali o metropolitani, invitano alla scoperta e all’esplorazione. Il viaggio significa per me apertura mentale, ed è una parola chiave per comprendere sia i cambiamenti sia la “possibilità” di accettare le nuove condizioni non solo da parte di chi arriva ma anche da parte di chi riceve.
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Escape from closed 004, 2000
Laserprintcm 100 x 70Un ciclo di foto con paesaggi che suggeriscono l’idea del viaggio, fisico e mentale. Danno l’idea dell’enormità, siano essi paesaggi naturali o metropolitani, invitano alla scoperta e all’esplorazione. Il viaggio significa per me apertura mentale, ed è una parola chiave per comprendere sia i cambiamenti sia la “possibilità” di accettare le nuove condizioni non solo da parte di chi arriva ma anche da parte di chi riceve.
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Hylaloid, 2000
dimensioni variabili; 00:08:00Roberto MarossiDue dimensioni diverse che riescono a convivere in un ambiente senza collisione. Un rapporto inesistente tra due donne, tra due diverse funzioni di movimento in uno spazio domestico.


