Giovanni Oberti

Database Opere

  • Senza titolo (forks, dust), 2006/2008

    Senza titolo (forks, dust), 2006/2008

    40 forchette a 4 denti, polvere
    dimensioni variabili

    Un’installazione con oggetti collezionati, raccolti nelle case in Italia e in Europa che mi hanno dato alloggio. La collezione di forchette è stata esposta in una sala da pranzo in stile barocco lungo i mobili e le credenze che ospitavano le stoviglie posizionate tutte intorno alla stanza, al centro della sala si trovava un tavolo originariamente apparecchiato, io sparecchiandolo ho mostrato il segno lasciato dalla polvere negli anni. La collezione di Forchette si rapporta alla situazione della casa/museo che le ospita, perdono il loro uso comune e ne assumono uno nuovo, pronte ad essere coperte di polvere.

  • Senza titolo (Comunicare è…), 2006

    Senza titolo (Comunicare è…), 2006

    Lamina d’oro 18 carati
    cm 21 x 29,7 x 0,08

    La comunicazione pubblicitaria è la grande rivoluzione della fine del secolo scorso, perchè plasma sulla propria forma ogni rapporto, sovvertendo, manipolando, guidando e asservendo tutto ciò che può essere a disposizione del sistema politico,
    economico e sociale.
    L’azione dell’artista è problematica e rischia di passare inosservata agli occhi delle masse distratte e condizionate da voci ben più potenti portate attraverso innumerevoli schermi sin dentro alle loro case.
    Si è ormai affermato un sistema di vita sociale e produttivo basato sul consumo, o meglio sulla creazione di una “necessità del consumo” nelle masse, per incrementare la produzione esistente e permettere nuove produzioni di merci. In questo contesto, appare giustificato da un’esigenza morale di molti artisti il rifiuto dell’oggetto d’arte come bene destinato a soddisfare il piacere estetico della borghesia, in qualsiasi
    forma essa si è evoluta, sino alla nuova borghesia di massa (una massa sempre più privilegiata rispetto ad immense aree del mondo depresse e sottosviluppate).
    Nel caso di questo lavoro realizzato con l’impresa Pragma a.d.v. comunicazione di prestigio, ho utilizzato un materiale prezioso, di uso comune, ma da sempre riconosciuto come status symbol poiché elemento sinonimo di ricchezza e “purezza”; poiché è un indicatore il cui possesso permette di segnalare una posizione elevata nella società.
    L’oro ha un valore commerciale che subisce variazioni giornalmente, un valore che, in maniera analoga, forse, acquisisce anche l’opera artistica.
    La realizzazione di un foglio d’oro dalle dimensioni standard (un foglio A4), fa sì che l’oggetto comune si possa considerare allo stesso tempo opera d’arte e materiale reinvestibile al fine di ottenere altri oggetti di lusso e prestigio. Il prodotto finito vuole rappresentare l’icona, simbolo dell’importanza della comunicazione: un foglio bianco, intonso e una sottile critica alla preminenza del fattore commerciale sulla vera necessità che l’uomo ha di comunicare.
    Durante il periodo di durata della mostra era possibile vedere il lavoro esterno: l’affissione di adesivi monocromatici oro a ricoprire completamente una fila di cartelli pubblicitari nella zona.

  • Senza titolo (Aura), 2006

    Senza titolo (Aura), 2006

    Serie di 7 fotografie trovate
    cm 10 x 15 ciascuna

    Sono sette fotografie a colori recuperate dai bidoni della carta da riciclare di Sotheby’s, casa d’asta milanese. Sono immagini realizzate senza tecnica professionale in uno spazio buio, hanno come soggetto diversi quadri e stampe provenienti probabilmente da una collezione privata. Il fotografo ha realizzato immagini assolutamente lontane dall’essere utili per permetterci la fruizione, probabilmente il suo intento era far valutare gli oggetti, mi piace immaginare che il
    vero valore delle immagini si trasmetta attraverso la luce riflessa del flash che sembra provenire dall’interno della cornice.

  • Senza titolo (A3, HB), 2007

    Senza titolo (A3, HB), 2007

    4 fogli A3 dipinti a grafite HB in cornice di legno
    cm 55 x 78

    Si tratta di un ragionamento sulle principali tecniche di rappresentazione e più in particolare una schematizzazione di cosa è pittura, intesa come pigmento su superficie. Il lavoro è parte di una mostra dedicata interamente al processo di
    stratificazione della polvere su quegli oggetti che non sono più in uso.
    L’ installazione è composta da 4 pitture monocrome che prendono il posto di quadri “originali” all’interno di una sala da pranzo in stile impero (quindi minima nei dettagli).
    Una riflessione sulla pittura come stratificazione, facilmente riconducibile all’inesorabile stratificazione di polvere nel tempo (per esempio l’orologio a polvere era la clessidra).

  • Senza titolo (L), 2007

    Senza titolo (L), 2007

    4 Polaroid color in cornici di legno
    cm 10 x 15
  • Senza titolo (Muri chiostro S. Agostino), 2007

    Senza titolo (Muri chiostro S. Agostino), 2007

    4 polaroid color in cornici di legno
    cm 21 x 25

    Si tratta di 4 scatti (uno per parete della stanza che avevo a disposizione) esposti durante l’ultima collettiva curata da Ferdinando Ferrario prima della ristrutturazione degli spazi espositivi nel chiostro di S. Agostino a Bergamo alta.
    La scelta del mezzo Polaroid è dovuta all’impossibilità di riproduzione dello scatto e quindi all’unicità del ricordo che da anni ho di quel luogo.

  • Untitled (To build and destroy), 2007

    Untitled (To build and destroy), 2007

    1 pietra in granito di taglio quadrato
    dimensioni variabili

    Durante il workshop a cura di Stefano Romano svolto in Svezia dal titolo “Reworking dissent” ho potuto conoscere studenti di differenti nazionalità e confrontarmi con loro riguardo i diversi modi di intendere il tema dell’iniziativa.
    Dopo una settimana di azioni e confronto, ho scelto di lavorare con un oggetto dalla duplice funzionalità molto nota in quella città, una pietra della pavimentazione stradale delle vie centrali di Goteborg anche usata come arma durante le
    manifestazioni. L’oggetto è stato ricercato attraverso i video dei telegiornali internazionali che documentano gli scontri del 2001 di poco precedenti a quelli di Genova e successivamente esposto sul pavimento della galleria lasciando al titolo il
    compito di evidenziare due comuni maniere di osservare questa pietra. Una pietra posata per la fondazione, la costruzione di un palazzo o una strada, ma allo stesso
    tempo la prima arma usata in caso di rivolta per distruggere.

  • Materasso a stelle L. Clemente, 2007

    Materasso a stelle L. Clemente, 2007

    Video a colori da telecamera digitale, DVD
    00:01:00

    E’ stata la mia prima esperienza con il mezzo video per cercare di dare una maggiore definizione alle immagini che produco. Il tentativo è quello di stabilire oltre che un inquadratura di stampo fotografico anche un ideale tempo di fruizione. Dal momento in cui il prodotto finale è un video, ma l’inquadratura è fissa, lo scorrimento del tempo senza apparenti modifiche dell’immagine diviene un soggetto.

  • Senza titolo (RAL 7038, Teatro S. Domenico Crema), 2007

    Senza titolo (RAL 7038, Teatro S. Domenico Crema), 2007

    Cartolina bucata del colore delle poltroncine del teatro
    cm 12 x 16,8

    Un Lavoro per la copertina del catalogo di un esposizione che sarebbe dovuta essere itinerante, ospite di alcuni foyer dei teatri lombardi, ma che si è fermata alla prima edizione nel foyer del teatro S. Domenico di Crema.
    La copertina del catalogo avrebbe dovuto avere lo stesso colore RAL delle poltrone di platea di ogni singolo teatro.

  • Tre spettatori e superficie, 2008

    Tre spettatori e superficie, 2008

    Video in b/n da telecamere di sorveglianza, DVD
    00:58:00

    Video proiezione senza sonoro a inquadratura fissa.
    Ripresa dalle telecamere di sorveglianza, una donna delle pulizie intenta nel suo lavoro all’interno dello spazio museale segue un proprio abituale giro facendo le polveri nelle diverse stanze delmuseo. Il lavoro è quindi un insieme di inquadrature fisse con la successione di azioni minime della donna alternate a vuote inquadrature di interni, quasi una slide di fotografie con l’aggiunta del fattore temporale del mezzo video.

  • Senza titolo (Simultaneità di luoghi, di tutti i paesi che sappiamo…), 2008

    Senza titolo (Simultaneità di luoghi, di tutti i paesi che sappiamo…), 2008

    1 coprilampada dipinto a mano trovato, cavo elettrico, lampadina, polvere
    diametro cm 25
  • Tra spettatore e superficie (Sposalizio della Vergine), 2008

    Tra spettatore e superficie (Sposalizio della Vergine), 2008

    Video a colori da telecamera digitale, DVD
    00:01:00

    Ottenuti i permessi sono stato nella sala dedicata a Piero Della Francesca e Raffaello nella pinacoteca di Brera e ho registrato con attrezzatura video qualche minuto con inquadratura fissa su alcune rappresentazioni prospettiche mettendo però a fuoco la distanza media tra me (quindi la telecamera) posizionato al centro della sala e la
    rappresentazione pittorica.
    Il risultato è un immagine sfuocata, il tentativo di riprendere e quindi riprodurre in video lo spazio che c’è tra l’osservatore ed il soggetto rappresentato.
    La scelta del soggetto è dovuta alla enorme carica simbolica che esso rappresenta, tale in quanto gli studi prospettici attuati da Raffaello sono serviti per rendere il fruitore partecipe, in primo piano ed immerso nella scena.
    A suo tempo l’autore dello Sposalizio della Vergine attuò accorgimenti prospettici tali da mettere in primo piano l’osservatore del dipinto, con l’immagine sfuocata della
    medesima rappresentazione io intendo evidenziare il vuoto che, indispensabile alla fruizione, ci separa da ciò che come spettatori stiamo osservando. Indispensabile alla comunicazione è questo vuoto.

  • Naufragio con spettatore, 2008

    Naufragio con spettatore, 2008

    2 video a colori da You Tube montati, DVD
    00:10:38

    Naufragio con spettatore è una metafora espressa per la prima volta da Lucrezio (Filosofo latino, Campania 98 a.C.) e utilizzata spesso in storia dell’arte e nella filosofia per illustrare i rischi dell’esistenza umana nella “navigazione della vita”, ma soprattutto usata sottolineando la condizione del singolo di fronte alla tragedia che si sta consumando davanti ai propri occhi ad una determinata distanza.
    Il lavoro è composto da due differenti filmati scelti da internet (scaricati da motori di ricerca per video) affiancati e lasciati scorrere in contemporanea con gli audio sovrapposti.
    Da una parte, il primo quadro vuole riprendere uno scorcio del nostro paese nella situazione attuale, trattando un tema all’ordine del giorno come la raccolta di rifiuti in Campania. Dall’altro lato è in corso un vero e proprio naufragio filmato da amatori e reso pubblico grazie alla rete che a sua volta costringe noi ad essere osservatori distanti dalla rappresentazione.

  • Senza titolo (indicazioni per uno spazio), 2008

    Senza titolo (indicazioni per uno spazio), 2008

    Scansione da libro su carta fotografica
    cm 24 x 33,5

    La presentazione di uno dei primi lavori di Penone attraverso l’esame e la nuova messa in mostra delle sue idee relative a “indicazioni per uno spazio”, con l’intenzione finale di realizzare una copia della mostra stessa.
    “Indicazioni per uno spazio” è stata un esposizione allestita in maniera minima, tre lavori realizzati con materiali e forme poveri. Un’esposizione che aveva l’intenzione di dettare, grazie agli articolati titoli delle opere, determinate semplici condizioni di allestimento. Tanto da renderla un perfetto modello di ispirazione per gli allestimenti futuri ma ispirandosi a sua volta ad universali condizioni dell’osservatore.
    Traspare immediatamente come la progettazione di un allestimento non si occupi solo di rendere ben visibile l’oggetto, ma costruisce grazie ad un armonia nella scelta
    di spazi, volumi e soprattutto titoli un sistema di comunicazione che produce un risultato sulla percezione degli spettatori.

  • Senza titolo (Pittura bianco pieno), 2009

    Senza titolo (Pittura bianco pieno), 2009

    Pittura murale su vetro
    dimensioni variabili
  • Senza titolo, 2009

    Senza titolo, 2009

    1 chiodo d’oro 18 kt
    cm 12 x 0,2
  • Senza titolo (oggetti dipinti), 2009

    Senza titolo (oggetti dipinti), 2009

    Arancia, grafite
    dimensioni variabili
  • Senza titolo (oggetti dipinti), 2009

    dimensioni variabili

    Video proiezione senza sonoro a inquadratura fissa.
    Ripresa dalle telecamere di sorveglianza, una donna delle pulizie intenta nel suo lavoro all’interno dello spazio museale segue un proprio abituale giro facendo le polveri nelle diverse stanze delmuseo. Il lavoro è quindi un insieme di inquadrature fisse con la successione di azioni minime della donna alternate a vuote inquadrature di interni, quasi una slide di fotografie con l’aggiunta del fattore temporale del mezzo video.