Franco Silvestro

Database Opere

  • L’omicidio di Michele, 1992

    L’omicidio di Michele, 1992

    Serigrafia e polvere da sparo su tela
    cm 70 x 50
  • L’auto nella quale sono stati trovati i fratelli carbonizzati, 1992

    L’auto nella quale sono stati trovati i fratelli carbonizzati, 1992

    Serigrafia e polvere da sparo su tela
    cm 70 x 50
  • Dedicato a uno o ad alcuni dei miei amici, 1992

    Dedicato a uno o ad alcuni dei miei amici, 1992

  • Il luogo dove è stato buttato il piccolo Simone, 1993

    Il luogo dove è stato buttato il piccolo Simone, 1993

    Polvere da sparo e grafite su tela
    cm 200 x 200
  • Il clan 2, 1994

    Il clan 2, 1994

    Olio su tela
    cm 40 x 30 ciascuno
  • Assemediano, 1994

    Assemediano, 1994

    Polvere da sparo e grafite su tela
    cm 120 x 250
  • Senza titolo, 1994

    Senza titolo, 1994

    Veduta della mostra.

  • Là dove costruiranno una industria chimica, 1994

    Là dove costruiranno una industria chimica, 1994

    Polvere da sparo e grafite su tela
    cm 200 x 200
  • Giacomo non è morto, 1994

    Giacomo non è morto, 1994

    Polvere da sparo e acrilico su tela
    cm 200 x 200
  • Viaggio nei pressi di casa mia, 1994

    Viaggio nei pressi di casa mia, 1994

    Fotografia b/n
    cm 35 x 50
    Fabio Donato
  • Domestic violence, 1994

    Domestic violence, 1994

  • Il clan, 1994

    Il clan, 1994

    Olio su tela
    cm 40 x 30 ciascuno
  • Madonna con le flebo, 1995

    Madonna con le flebo, 1995

    Acrilico su stampa
    cm 50 x 35
  • Non è colpa mia, 1995

    Non è colpa mia, 1995

    Video

    Nel video “Non è colpa mia” Silvestro ha sovraimposto testi e minibiografie su video (ritratti di un alcolista, una prostituta transessuale, una bambina nata infetta di AIDS e tossicodipendenti). E’ una dura critica all’attuale attitudine di irresponsabilità agitata e di una compianta debolezza presente nella nostra società. La colpa è sempre da un’altra parte. Nella critica del suo lavoro Franco Silvestro indica che l’immobilità è un fatto criminoso pari all’aggressione.

  • Madonna crivellata di colpi, 1995

    Madonna crivellata di colpi, 1995

    Opera pubblicata in copertina di ARTnews, ottobre 1995.

  • Senza titolo, 1996

    Senza titolo, 1996

    Polvere da sparo su tela
    cm 120 x 120
  • 167, 1996

    167, 1996

    Fotografia b/n su pannello rigido
    cm 360 x 400
  • All’altezza del cuore, 1996

    All’altezza del cuore, 1996

  • All’altezza del cuore, 1996

    All’altezza del cuore, 1996

    Veduta della mostra.

  • La stanza dove Antonio si bucava, 1996

    La stanza dove Antonio si bucava, 1996

    Fotografie b/n, siringhe
    misura ambiente
  • Ritratto, 1997

    Ritratto, 1997

    Fabio Donato
  • Lo studio, 1997

    Lo studio, 1997

    Fabio Donato

    Veduta dello studio.

  • Lo studio, 1997

    Lo studio, 1997

    Fabio Donato

    Veduta dello studio.

  • Scritta, 1997

    Scritta, 1997

  • The fugitive, 1997

    The fugitive, 1997

    Stampe fotografiche b/n, video “Interactive”
    cm 330 x 430
    Fabio Donato
  • Interactive, 1997

    Interactive, 1997

    Interactive funziona come un “ready made”.
    Silvestro interviene in diretta telefonica nella trasmissione di una emittente locale dove si dedicano canzoni. Ne chiede una in particolare “O latitant” (The fugitive), che in condizioni normali di diffusione sarebbe stata facilmente “zappata”, ma qui le immagini si caricano di assurdo e coinvolgono rapidamente. Diventiamo così bersaglio di un programma che non ci riguarda, poiché la trasmissione concerne solo la frangia più popolare di Napoli e della sua immediata periferia.

  • La macchina rubata, 1998

    La macchina rubata, 1998

    Materiali vari
    cm 300 x 130 x 70
  • Lo sfratto, 1998

    Lo sfratto, 1998

    Materiali vari
    dimensioni variabili
  • Paesaggi marginali, 1998

    Paesaggi marginali, 1998

    Olio e foto su tela
    cm 40 x 40 ciascuno
  • Offerte, 1999

    Offerte, 1999

    In “Offerte” Silvestro chiede ad alcuni extracomunitari e viados di esibire, nei luoghi da loro frequentati (incroci ai semafori, bagni pubblici, luoghi di appuntamento), un cartello su cui è scritto “Offerte per Franco Silvestro”. Questa richiesta, centrata sulla confusione della identità e dei ruoli, estende il problema dell’emarginazione sociale, che qui diventa problema reversibile tra soggetto e oggetto dell’azione.

  • Ragazzo musulmano, 2000

    Ragazzo musulmano, 2000

    Olio su tela
    cm 90 x 100
  • Il disertore, 2000

    Il disertore, 2000

    Nel video “Il disertore”, che ha il tempo di una canzone, Franco Silvestro mette in scena il rapporto con l’altro, visualizzando nella figura di un giovane albanese che
    con aria assente fa finta di suonare una chitarra sulle note di una canzone, “il disertore” appunto, di Boris Vian.

  • Dance, 2000

    Dance, 2000

    Nel video “Dance” la camera segue l’incedere traballante di un tossico, il suo accasciarsi e rialzarsi appoggiandosi al muro con tutto il corpo, come a voler trovare un equilibrio impossibile. Il blues struggente che l’accompagna è di Ry Cooder.

  • Il palleggio, 2001

    Il palleggio, 2001

    Olio su tela
    cm 140 x 200
  • La ruota di scorta, 2001

    La ruota di scorta, 2001

    Olio su tela
    cm 90 x 100
  • Lolita, 2002

    Lolita, 2002

  • Riso Amaro, 2003

    Riso Amaro, 2003

    Spray e stencil su tela
    cm 90 x 120 ciascuno

    Dittico.

  • Germania anno zero, 2003

    Germania anno zero, 2003

    Spray e stencil su tela
    cm 140 x 200
  • Roma città aperta, 2003

    Roma città aperta, 2003

    Spray e stencil su tela
    cm 140 x 200
  • The music genius, 2003

    The music genius, 2003

  • Dance, 2003

    Dance, 2003

    Stampe fotografiche su PVC, video
    18 stampe da cm 50 x 68 ciascuna
  • The electric chair, a seggia elettrica, 2004

    The electric chair, a seggia elettrica, 2004

    Fabrizio Stipari

    Mostra realizzata in collaborazione con Gennaro Cimmino.
    “The electric chair” è un brano scritto da Gaetano Esposito e da E. A. Mario nel 1932. Fu interpretato per la prima
    volta da Ria Rosa, la quale ebbe non pochi problemi nell’eseguire la canzone nelle sue serate. Il disco fu distrutto dalla polizia americana. La composizione descrive il dolore della mamma di uno dei condannati quando apprende dall’Italia
    che il figlio è condannato alla sedia elettrica. In fretta e furia il genitore vende i gioielli di famiglia per racimolare una somma di denaro da investire in difesa del figlio. Nel momento in cui conosce la sentenza finale di morte, anche la mamma muore di crepacuore.
    E. A. Mario recupera il brano molti anni dopo, con la dicitura “Canzone ispirata da un fatto di cronaca giudiziaria americana, e edita a New York”.

  • Under the bridge, 2004

    Under the bridge, 2004

    Mostra realizzata in collaborazione con Gennaro Cimmino.
    Voce e interprete Lorenzo Scotto Di Luzio.

  • Bambenella, 2004

    Bambenella, 2004

    Mostra realizzata in collaborazione con Gennaro Cimmino.
    Voce e interprete Gennaro Cimmino.

  • Un fiore da Napoli, 2004

    Un fiore da Napoli, 2004

    Stampa digitale
    cm 15 x 20

    Cartolina.

  • La stanza dove Antonio si bucava, 2004

    La stanza dove Antonio si bucava, 2004

    Insulina, video
    misura ambiente

    Installazione con 4000 insuline + video “Non è colpa mia”.

  • I ragazzi di Scampia, 2005

    I ragazzi di Scampia, 2005

    6 disegni in stampa fotografica, 6 sculture in ceramica policroma.
    cm 200 x 135; H. 110 cm

    Installazione in metropolitana Piscinola/Scampia, Napoli.

  • Beata Patricia Smith, 2006

    Beata Patricia Smith, 2006

    Stampa digitale
    cm 100 x 140

    Manifesto Movimento per la Santificazione di Patty Smith.

  • I Love St. Gennaro, 2006

    I Love St. Gennaro, 2006

    T-shirt

    Che la t-shirt sia un medium pari ad altri mezzi di comunicazione è un fatto ampiamente assodato.L’arte circola insieme a chi indossa le magliette, ed è tanto più efficace, quanto più è diffusa.

  • Evocazione di E. Dickinson, 2006

    Evocazione di E. Dickinson, 2006

    Introduzione alla mostra Neapolitan People 2006.

  • Neapolitan People, 2006

    Neapolitan People, 2006

    DVD, colore
    00:15:00

    Il video delinea un singolare ritratto di Napoli attraverso le sue innumerevoli TV locali. Assistiamo a programmi trash-demenziali, intrattenimenti neomelodici, notizie di cronaca violenta, cartomanti e trasmissioni grottesche. L’idea è ancora una volta quella di raccontare Napoli nei suoi aspetti più difficili e controversi.

  • Neapolitan People, 2006

    Neapolitan People, 2006

    Olio su tela
    Cm 100 x 80

    Trattasi di una galleria di personaggi molto cari ai napoletani.
    Fin qui niente di nuovo, se non fosse per l’accostamento di realtà molto diverse tra loro.Come il rovescio di una medaglia,
    qui convivono due identità, una colta e cosmopolita, l’altra ingorda e violenta.

  • Neapolitan People, 2006

    Neapolitan People, 2006

    5 sculture/bassorilievo in ceramica bianca smaltata; base in legno bianco
    H. cm 110, ciascuno; cm 300 x 110 x 40

    Il lavoro è costituito da cinque figure bianche poste in atteggiamenti casuali davanti ad una TV,che trasmette programmi locali di alcune emittenti napoletane. L’analisi delle sculture parte dalla loro specularità geometrica, con il retro piatto, che omologa tutte le figure come sagome. Quindi, se dal davanti l’installazione si propone nella propria indipendente identità, dal retro trasmette una unitarietà spiazzante per un senso di fragilità, insicurezza, d’instabilità che la forma non può che sottolineare. Il lavoro è rigorosamente bianco, inclusa la targa posta a lato dell’opera.

  • Neapolitan People, 2006

    H. cm 110, ciascuno; cm 300 x 110 x 40
    Fabio Donato

    Il lavoro è costituito da cinque figure bianche poste in atteggiamenti casuali davanti ad una TV,che trasmette programmi locali di alcune emittenti napoletane. L’analisi delle sculture parte dalla loro specularità geometrica, con il retro piatto, che omologa tutte le figure come sagome. Quindi, se dal davanti l’installazione si propone nella propria indipendente identità, dal retro trasmette una unitarietà spiazzante per un senso di fragilità, insicurezza, d’instabilità che la forma non può che sottolineare. Il lavoro è rigorosamente bianco, inclusa la targa posta a lato dell’opera.