Francesco Gennari

Database Opere

  • Specchio, 1999-2000

    Specchio, 1999-2000

    Fotografia su dibond
    cm 170 x 130
  • Vetro, 2000

    Vetro, 2000

    Stampa su alluminio
    cm 170 x 130
  • Vetro, 2000

    Vetro, 2000

    Fotografia su dibond, Plexiglas
    cm 170 x 130
  • La mia ombra sotto 500 litri di terra, 2000

    La mia ombra sotto 500 litri di terra, 2000

    Cipressi stabilizzati, 500 litri di terra, vasi
    dimensioni variabili
  • Specchio, 2000

    Specchio, 2000

    Fotografia su dibond
    cm 170 x 130
  • Specchio, 2000

    Specchio, 2000

    Fotografia su dibond
    cm 130 x 170
  • Vetro, 2000

    Vetro, 2000

    Stampa su alluminio
    cm 170 x 130
  • Specchio, 2000

    Specchio, 2000

    Stampa su alluminio
    cm 170 x 130

    Il titolo Specchio deriva dal fatto che il vero soggetto dell’immagine è uno specchio che viene interposto tra lo
    strumento fotografico e la realtà. Mentre in vetro viene fotografato quest’ultimo e la realtà retrostante, in specchio ad essere fotografata è una sola realtà, quella dello specchio.
    L’immagine finale è quindi la fotografia di ciò che lo specchio rifletteva nell’istante dello scatto. Lo specchio ora non è più percepibile perché coincide con l’interezza dell’immagine fotografica che costituisce l’opera. Anche in questo caso il tutto è uguale al nulla.

  • Vetro, 2001

    Vetro, 2001

    Stampa su alluminio
    cm 158 x 128

    Il titolo Vetro deriva dal fatto che il vero soggetto della fotografia è un vetro che viene interposto tra lo strumento
    fotografico e la realtà. Nell’immagine che ne risulta il vetro non è più visibile perché coincide con l’immagine fotografica nella sua interezza. Il tutto è uguale al nulla.

  • Specchio, 2001

    Specchio, 2001

    Stampa su alluminio
    cm 56 x 45
  • Vetro , 2001

    Vetro , 2001

    Stampa su alluminio
    cm 56 x 45
  • Come se, 2001

    Come se, 2001

    Cipresso stabilizzato
    cm 160 x 40 x 40

    Un cipresso viene progressivamente privato della sua linfa vitale, la quale viene sostituita da un altro liquido che gli permette di rimanere verde ed elastico per sempre, anche se la sua struttura biologica è morta. L’estetica della morte è uguale a quella della vita.

  • Quindici, 2001

    Quindici, 2001

    Legno laccato, vetro, vertebra di balena preistorica
    cm 19 x 130 di diametro
  • Microcosmo, 2001

    Microcosmo, 2001

    Terra, ragno, microrganismi, oro
    cm 10 x 15 x 18 circa
  • Microcosmo, 2001

    Microcosmo, 2001

    Terra, ragno, microrganismi, oro
    cm 35 x 30 x 40 circa

    E’ una zolla di terra ricoperta d’oro all’interno della quale il demiurgo colloca un verme e un ragno, come esseri destinati a vivere e riprodursi qui in eterno. Essendo il microcosmo isolato dall’esterno, nessuno può dire se l’esperimento sia riuscito.

  • Dodici, 2001

    Dodici, 2001

    Legno laccato, vetro, dente di squalo preistorico
    cm 12 x 66 di diametro
  • Mausoleo per un verme, 2001

    Mausoleo per un verme, 2001

    Legno di faggio, zucchero, verme
    cm 58 x 100 x 90

    Tutti i Mausoleo per un verme sono sostanzialmente opere architettoniche. Ritengo che solo l’architettura funebre, avendo esigenze di funzionalità ridotte ai minimi termini, possa generare un’estetica assimilabile alla scultura.
    Ogni mausoleo è il prodotto di una serie di calcoli numerici che l’artista compie come punto di partenza per la sua progettazione estetica.

  • 1,6 %, 2001

    1,6 %, 2001

    Vetro, legno, sei ragni, sei lombrichi, sei semi, terra
    cm 30 x 30 x 30
  • Ventiquattro, 2002

    Ventiquattro, 2002

    Legno laccato, vertebra di balena preistorica (2,8 milioni di anni)
    diametro cm 130, altezza cm 11
  • Mausoleo per un verme, 2002

    Mausoleo per un verme, 2002

    Fotografia su dibond
    cm 120 x 160

    Si tratta contemporaneamente di una tomba, di una torta e di un’architettura. Una costruzione nata per contenere la morte diviene strumento per la prosecuzione della vita. Tutte le notti,nello studio dell’artista, innumerevoli scarafaggi si nutrono mangiando quella che in origine era la tomba di un verme, che ora è divenuto il loro pasto quotidiano.

  • Autoritratto metafisicamente ambiguo, 2003

    Autoritratto metafisicamente ambiguo, 2003

    Cemento, graniglia, cacao, ossidi, sette bigné alla crema, polistirolo
    cm 29 x 29 x29

    Autoritratto metafisicamente ambiguo è una scultura composta dall’associazione di cemento, ossidi, graniglia di marmo e cacao, al cui interno è posto un cubo di polistirolo appoggiato su sette bigné alla crema. Sulla sommità della scultura è inciso un simbolo derivante da calcoli numerici posti in relazione con alcune misure derivanti dal viso dell’artista.
    Fatta eccezione per il simbolo di cui sopra, l’autoritratto non ha nessuna relazione con l’aspetto fisico dell’artista,
    si tratta infatti del ritratto della sua personalità, comprese quelle parti di cui neppure lui è consapevole (dunque
    ambiguo).

  • M.M.C., 2004

    M.M.C., 2004

    Stampa in gelatina d’argento
    cm 16 x 12

    Serie di sei fotografie.
    Edizioni di 3 e 1 prova d’artista.

  • Avendo se stessi come unico punto di riferimento, 2004

    Avendo se stessi come unico punto di riferimento, 2004

    Stampa in gelatina d’argento
    cm 15,5 x 12,5

    Una lumaca viva viene capovolta e fissata su un ciuffo di panna: essa non ha più il riferimento del suolo dove era solita strisciare, e ruota su se stessa fino alla morte. Essendo quindi finita ogni forma di attività conoscitiva del mondo, le rimane una unica consapevolezza: se stessa.

  • Ascensione, 2004

    Ascensione, 2004

    Legno laccato, marmo bianco cristallino, vetro retropitturato, gusci di lumaca
    cm 36 x 36 x 12

    Edizione unica.

  • Sette, 2004

    Sette, 2004

    Stampa in gelatina d’argento
    cm 16 x 12
  • 0%, 2004

    0%, 2004

    Vetro retropitturato, legno, terra, 6 vermi, 6 ragni, 6 semi
    cm 30 x 30 x 30

    Poste 18 vite all’interno di un cubo di vetro riempito di terra, vengono calcolate le possibilità che esse hanno di
    uscire dal cubo e quindi di sopravvivere. Questo calcolo è dato dal rapporto tra le aperture di cui il cubo è dotato e la superficie totale visibile dello stesso. Quando questo rapporto genera una percentuale uguale a zero la morte è certa.

  • Poco più di una semisfera (Coelorrhina loricata), 2004

    Poco più di una semisfera (Coelorrhina loricata), 2004

    Marmo nero marquiña, filo di cotone, Coelorrhina loricata (coleottero Africano)
    Piramide cm 21 x 21 x 22 – filo da cm 100 a 2500
  • Contrazione della metafisica, 2005

    Contrazione della metafisica, 2005

    Marmo nero Marquina
    cm 60 diametro x 65

    Si tratta di un osso, l’antico animale preistorico al quale appartiene esiste solo nella mente dell’artista.

  • La degenarzione di Parsifal (triangolo iperbolico avente come vertice il Polo Nord), 2005

    La degenarzione di Parsifal (triangolo iperbolico avente come vertice il Polo Nord), 2005

    Ceramica
    cm 230 x 3

    Edizione unica.

  • Unica morale unica visione, 2005

    Unica morale unica visione, 2005

    Marmo bianco statuario, gin
    cm 9 x 16 x 18

    E’ la prima scultura dove il demiurgo abbandona le sembianze umane trasformandosi in gin e penetrando nella materia.
    Unica morale unica visione è una presa di posizione assoluta e irreversibile.

  • Enigma #3, 2006

    Enigma #3, 2006

    Ottone dorato con sottofondo in nichel, Loden
    cm 12 x 8

    Creare significa applicare un concetto alla materia, questa regola viene traslata nel gesto di appendere il Loden
    ad un enigma. In ogni Enigma il Loden assume una posizione diversa e le posizioni sono 7 come 7 sono i giorni della creazione del mondo.

  • Autoritratto tra un quadrato e un triangolo, 2006

    Autoritratto tra un quadrato e un triangolo, 2006

    Marmo nero del Belgio, Gin
    cm 11 x 11 x 70

    E’ la forma più sintetica che intercorre tra un quadrato e un triangolo. Qui il demiurgo ha desiderato collocarsi sotto forma di gin. La scultura (come in “unica morale unica visione”) è stata quindi immersa in questo liquido affinché esso potesse
    penetrare nelle porosità del materiale di cui è fatta.

  • Autoritratto con, 2006

    Autoritratto con, 2006

    Stampa lambda
    cm 14,5 x 21,5

    Il demiurgo appare contemporaneamente con sembianze umane e sotto forma di gin. Di fatto tiene per mano se stesso.

  • 5,56 %, 2007

    5,56 %, 2007

    6 vermi, 6 semi, 6 ragni, terra, vetro retropitturato, legno
    cm 30 x 30 x 30

    Poste 18 vite all’interno di un cubo di vetro riempito di terra, vengono calcolate le possibilità che esse hanno di
    uscire dal cubo e quindi di sopravvivere. Questo calcolo è dato dal rapporto tra le aperture di cui il cubo è dotato e la superficie totale visibile dello stesso. Quando questo rapporto genera una percentuale uguale a zero la morte è certa.

  • Autoritratto con menta, 2007

    Autoritratto con menta, 2007

    Ferronichelato e cromato, menta, Gin
    cm 3 x 139 di diametro
  • La terra gira le spalle al sole , 2007

    La terra gira le spalle al sole , 2007

    Marmo nero del Belgio, uovo
    cm 136 x 35 x 35

    Quando la terra ruota su se stessa la notte inizia lentamente ad insistere sul sole fino ad inglobarlo. Questa scultura è l’astrazione di tutto ciò, è l’astrazione del moto di rotazione della terra e quindi del succedersi dei giorni.

  • Il luogo dove non c’è piu posto per la coscienza (doppio angolo n.8), 2008

    Il luogo dove non c’è piu posto per la coscienza (doppio angolo n.8), 2008

    Argento
    cm 122 x 131 x 0,5
  • Il luogo dove non c’è piu posto per la coscienza (doppio angolo n.8), 2008

    cm 122 x 131 x 0,5

    Si tratta di un osso, l’antico animale preistorico al quale appartiene esiste solo nella mente dell’artista.