Siamo andati nel centro della città per fotografare il volto della periferia e lo abbiamo fatto attraverso i volti delle persone che in periferia abitano. Abbiamo fotografato prevalentemente persone giovani che vengono in centro per “fare le vasche” o per “cuccare” (“perchè ci sono tanti ragazzi”, “perchè ci sono tante ragazze”, “per fare un giro”). Persone che amano il centro della città.
Era il 23 dicembre ma tutti precisavano che le compere di Natale non costituivano il motivo più importante ma una scusa. “Siamo qui per fare un giro, non solo per i negozi”. Perché le persone della periferia hanno bisogno di centro? Evidentemente non tanto per la sua funzione commerciale, piuttosto per la sua funzione sociale.
Centro come incrocio di molte vie, come polo magnetico, come luogo di incontro, come aumento delle possibilità. Cos’è che accomuna le persone del centro e della periferia? Forse la voglia di centro e di incontro. Ma per i primi il centro è più vicino, più a portata di mano, meno occasione. Soprattutto le persone più giovani (di qualsiasi provenienza) amano passeggiare in centro per guardare e per farsi guardare, per incontrare persone. Stanno esplorando la loro posizione nel mondo e per questo si buttano nella mischia del passeggio della via principale della città. E osservando se stessi e gli altri si incrociano, si sfiorano. E’ un rito che come tale si compie ciclicamente (una volta alla settimana, di sabato) e per un rito ci si prepara, ci si “maschera”, ci si trucca. L’immagine è molto importante, per questo ci si veste con grande cura in modo da sentirsi sicuri, a proprio agio.
Per far sì che le persone guardassero nell’obiettivo e allo stesso tempo ottenere una certa tranquillità davanti alla macchina fotografica, abbiamo usato uno specchio (lo specchietto retrovisore di una moto) tenuto all’altezza dell’obiettivo dove le persone potevano guardarsi e sentirsi sicure della propria immagine. Essere
per un attimo contemporaneamente dalla parte di chi guarda e da quella di chi è guardato). La naturalezza con cui hanno accettato il metodo dello specchio testimonia il fatto che siamo riusciti ad entrare a far parte del rito del guardarsi attraverso gli occhi degli altri. Con la scheda abbiamo tentato di seguire il percorso che ogni persona compie per andare da casa in centro e viceversa, come per seguire il rito dall’inizio, in tutti i suoi ritmi. Nel nostro lavoro abbiamo tentato di scoprire come sono alcune delle persone che ogni sabato si recano nel centro della città. Ci interessano le loro facce, la loro provenienza, l’età, le idee politiche, il lavoro, i
loro sogni, cosa pensano, cosa stanno facendo nella vita, negli ultimi mesi e in Corso Vittorio Emanuele il 23 dicembre 1995.