Database Opere

Albanian Stories 1997
Video (cortometraggio su DVD)
00:09:00
“Albanian Stories” è la mia prima esperienza con il video dopo anni di studi pittorici in accademia. Arrivato in Italia nel periodo di una transizione molto difficile per l’Albania, ho sentito mia figlia Jola raccontare delle storie alle sue bambole, in cui cronache di guerra si mischiavano a fantasie e personaggi fiabeschi. Una mucca, un maiale, un gatto, un gallo convivono in questi racconti con delle forze oscure, forze militari internazionali. I personaggi giocano, sentono degli spari, vedono delle fiamme, guardano i soldati e poi partono per l’Italia, lasciando una “nonna mucca”, che resta sola e triste.

A real game 1999
Video
00:07:00
“A Real Game” è un gioco fittizio come “Albanian Stories”, nonostante il suo carattere quasi documentaristico. Io fingo di essere l’insegnante, mentre mia figlia è l’alunna che racconta la sua storia personale. Anche questo video nasce da un gioco di famiglia. Dietro ai due personaggi si nasconde la dura realtà dell’immigrazione. In confronto al primo video, la bambina è più cosciente delle difficoltà, infatti il suo lessico ora comprende espressioni come “certificato di nascita”, “banche”, “ambasciata italiana” ecc. Solo in un momento la sua fantasia appare più pacifica, ovvero quando le chiedo: “Ma ti piace l’Albania?” e lei risponde: “Sì, perché lì non ci sono così tante macchine, posso andare a trovare i miei amici, loro possono portare i loro giochi… e poi ho un grande giardino… posso invitarli a casa mia, è più bello così, è più bello così”.

Exit 1999
Fotografia b/n
cm 13 x 14 ciascuna
“Exit” è un lavoro di dieci fotografie dove vengono ritratte le mie figlie con un timbro disegnato sulla schiena. Il timbro è simile a quelli che la polizia ti mette sul passaporto quando esci dal tuo paese. Trasportato sulla schiena delle bambine questo timbro diventa una metafora visiva di un marchio simbolico. Da un malinteso su questo lavoro è nato poi il video “Believe me I am an artist”, dove io vengo interrogato da un poliziotto sul contenuto di queste foto.

Believe me, I’m an artist 2000
Video
00:10:00
Un giorno sono stato chiamato al comando di polizia di Milano a causa di una serie di fotografie che avevo scattato. Queste foto rappresentavano le mie figlie con un timbro sulla schiena. Si tratta del timbro di uscita che la polizia albanese mette sul passaporto quando lasci il paese. Il video “Believe me, I am an artist” mostra il dialogo con il poliziotto che sospetta che io abusi di minori. Io cerco di spiegargli che sono un artista usando questo termine come una protezione, ma al contempo emerge tutta la fragilità della definizione dell’artista come tale e il disaggio viene accompagnato da una buona dose di ironia.

After the wall there are some walls 2000 Video, taniche, acqua del Canale di Otranto
00:12:00, cm 400 x 350
Si tratta di un muro simbolico fatto di taniche piene di acqua dal Canale d’Otranto, sul quale viene proiettato un video. Tutto nasce da un’azione nel Canale di Otranto, dove con uno scafo sono entrato in questa zona di frontiera–muro tra Italia e Albania, riempiendo delle taniche di plastica che avevo a bordo con l’acqua del mare. Le stesse taniche (circa 100 taniche da 25 litri) sono state usate come mattoni per la costruzione del muro. Il video documenta l’azione, e anche i dialoghi difficili con lo scafista italiano e la guardia costiera, presentando oltre il muro politico anche i muri della comunicazione tra le persone.

The Wedding 2000
Tempera su carta
cm 22 x 28 ciascuno
Questo lavoro prende spunto dal filmato del mio matrimonio. Una della cose che avevo portato da casa con me era proprio la casseta del mio matrimonio.Guardandolo era un modo per rivedere le persone il paesaggio e l’atmosfera di una realtà che mi aparteneva ma di cui ero distante.Premendo “pause” mi sono accorto che ottenevo delle immagini quasi pittorici. Era come fermare il tempo. Il matrimonio in Albania non è una festa privata, è un evento gioioso che coinvolge tante persone, è un rituale, una folle festa con centinaia di persone che mangiano e bevono,cantano e ballano, è un momento perfetto, in cui uno dei più importanti eventi privati si rapporta ai rituali collettivi, e il progetto per il tuo futuro inizia con questo omaggio alla tradizione.

Apparizione 2000
Video
00:05:00
“Apparizione” è una video-installazione fatta di due proiezioni video. Da una parte c’è mia figlia a Milano che canta due strofe di una vecchia canzone per bimbi e dall’altra un coro di nonne, nonni, zie e parenti dall’Albania risponde completando la canzone.

Home to go 2001
Fotografia
cm 100 x 100
In questa serie di fotografie l’artista sottrae i riferimenti narrativi e si mette letteralmente a nudo, gioca sulla propria fisicità presentandosi come unico protagonista dell’immagine. Assume le sembianze di una sorta di Titano postmodernamente rivisitato dove la dimensione mitica è ancora una volta sottoposta ad una traduzione e ne offre una versione laica: l’artista stesso, in mutande, è impegnato ora nello sforzo di sollevare un tetto di legno, ora nel cercare di appoggiarvisi, ora nell’indossarlo come fosse una sorta di zaino o delle ali. Le posizioni in cui si mette Adrian Paci, non hanno l’aria di essere mai particolarmente confortevoli. In alcuni scatti l’artista guarda l’obbiettivo e comunica senza enfasi ma con immediatezza lo sforzo del suo gesto. Assumere il peso di una condizione. Assumere su di sé il peso della propria dimensione personale, portare letteralmente un tetto sulle spalle con tutto quello che questa metafora evoca.

I love the gallerists and they love me 2001
Video
00:07:00
Questo lavoro è nato in relazione alla mia mostra alla galleria Artopia a Milano. L’invito dei galleristi a fare un intervento oltre che nello spazio espositivo della galleria anche in quello privato della casa mi ha suggerito l’idea di “intervenire” sui corpi dei galleristi, spostandoli e modificando la loro posizione, nel tentativo di raggiungere una posa del tipo “famiglia felice”. Oltre la leggera ironia, questo lavoro comunque cerca di riflettere sul ruolo dell’artista all’interno del sistema, vedendo anche nei gesti delicati e silenziosi una possibilità di incisione sulla realtà.

Back home 1 2001
Fotografia
cm 105 x 120
È un progetto di quattro foto che rappresentano delle famiglie di stranieri in Italia fotografati davanti alle immagini delle loro case nei propri paesi d’origine. Più che delle foto si tratta di un processo che comincia con la richiesta fatta alle famiglie di farmi entrare nelle proprie case, il viaggio per fotografare queste case, il dipingere delle immagini ricavate in forma di fondali scenografici e poi l’invito alle famiglie di presentarsi nel mio studio per fare una foto davanti alla propria casa.

Flesh Mercedes 2001
Fotografia su alluminio
cm 125 x 129
“Flesh Mercedes” parte da una piccola suggestione che ho avuto in Albania durante la Prima Biennale di Tirana. Un giorno, di fronte al padiglione della Biennale, vidi una Mercedes che si fermò davanti alla porta di un ristorante e dal bagagliaio della macchina uscirono tre agnelli squartati. La foto è la ricostruzione di quel ricordo ma soprattutto di quella realtà, che da subito ho vissuto come fortemente simbolica, come un incontro tra due realtà diverse che convivono in modo assurdo tra di loro e dove la Mercedes si trasforma in una specie di “altare del sacrificio”.

Piktori 2002
Materiali vari
m 4 x 3 x 2,2
La fine della dittatura in Albania ha portato ad una situazione in cui si mischiavano la libertà e l’anarchia, l’obiettivo di recuperare il tempo perduto e gli sforzi per guadagnarsi da vivere ad ogni costo. Questa era l’atmosfera quando nelle città albanesi iniziarono ad apparire accanto alle insegne dei chioschi di “frutta e verdura”, “riparazione biciclette”, “elettrodomestici” anche le insegne con la scritta “pittore”. In questi piccoli chioschi semi-clandestini venivano prodotti dipinti a olio, copie di opere d’arte, ritratti presi da fotografie, targhe automobilistiche, slogan e falsi documenti, a partire da certificati di nascita, certificati di proprietà, diplomi universitari, visti per viaggi all’estero fino ai certificati di morte.
La riflessione sul ruolo dell’artista nella società, il rapporto tra lavoro artigianale e azione artistica, la questione dell’aspetto funzionale dell’arte, il problema della definizione artistica delle interminabili catene di attività che l’artista esercita oggi, nonché il problema stesso di definire l’artista in quanto tale, sono alcuni dei momenti che accompagnano il mio progetto “Pittore”. D’altra parte tutta questa riflessione non rimane un esercizio astratto ma è un’esperienza reale vissuta in seguito al contatto con uno dei” protagonisti della vita artistica” albanese.
Il lavoro comprende due fotografie dei chioschi e un chiosco reale con i materiali al suo interno, un certificato della mia morte tradotto e autenticato e un video il cui protagonista è uno di questi pittori.

Vajtojca 2002
Cortometraggio su DVD
00:09:00
Questo lavoro cerca di costruire un vitale dialogo con l’idea della morte. Prendendo spunto da un’usanza ancora viva nei Balcani, quella di piangere i morti con un rito preciso e da persone che del pianto hanno fatto il loro mestiere, il lavoro cerca di indagare la convivenza tra estetica e morte in un modo che accompagna la tragicità con ironia e l’angoscia con il “lieto fine”. Come anche in altri lavori, cerco di vivere in prima persona l’esperienza che costruisco e così, dopo un iniziale dialogo che cerca di indagare sull’identità e sulla storia della donna che piange, ecco che arriva il momento della “mia morte”. Io chiedo alla donna di piangere su di me, perciò mi sdraio e per diversi minuti “subisco” immobile il compianto della morte. Finito il rito mi rialzo (ed ecco l’”happy end” della resurrezione), ringrazio la donna e me ne vado.

Happy Birthday from TV Shkodra 2003 Video-installazione a 4 canali
durata variabile
“Happy Birthday from Shkodra TV1 è un intervento in una delle trasmissioni più kitch trasmesse da uno dei tanti emitenti privati nella città di Scutari.Durante la trasmissione vengono trasmessi messaggi privati di persone che mandano ai loro cari gli auguri di buon compleanno acompagnati di foto e montati dentro videoclip di musiche popfolk
Il mio progetto consiste nell’aver chiesto ad alcune famiglie di Scutari di “adottare” cinque giovani artisti internazionali per i propri auguri di buon compleanno su TV Shkodra. In questo modo, grazie alla trasmissione di questi auguri, il pubblico televisivo vedrà sulle tv locali le opere d’arte di alcuni artisti internazionali che prenderanno parte al loro momento di felicità. I confini tra privato e pubblico, “alta” e “bassa” cultura, centro e periferia si mischiano con il semplice gesto di un augurio di buon compleanno su TV Shkodra

Happy Birthday from TV Shkodra 2003 Video-installazione a 4 canali
durata variabile
The end of communism in Albania was accompanied with the end of the centralised media control by the state. Thus, a lot of private, local and quite amateur televisions began their activity and most of them survive in strange ways, one of which is a special programme, where they offer space and time for private greetings or announcements to people from the city towards a fee. So you can ask to greet a friend of yours or a relative for his birthday, or whatsoever reason, by sending some pictures and asking for the transmission of a favourite song. Of course after you have paid, the TV transmits your greeting (song) accompanying it with the pictures you sent.My project consists of asking some families from Shkodra to “adopt” five international young artists, sending for their birthday a greeting in TV Shkodra with the pictures of their art works. This way, thanks to the transmission of these greetings, the people will see in their local TV the art works of some international artists and will take part in their moment of happiness.The borders between private and public, “high” and “low” culture, centre and periphery, are though remixed with the simple gesture of a birthday greeting in TV Shkodra, and art becomes a way for a joyful communication between people.

The Princess 2003
Fotografia
cm 180 x 180
“Papi, mi compreresti questo castello appena finisci di lavorare qua?” “Ups…una domanda impegnativa, ma comunque per un giorno magari si può anche fare.”The Princess” è un immagine di quel giorno

Io non sono Piero Manzoni 2003
Impronte e matita su carta
cm 50 x 60
“Io non sono Piero Manzoni” comprende entrambe le tematiche care ad Adrian Paci: prende spunto dal concetto manzoniano di creare un’opera d’arte attraverso l’imprimere delle proprie impronte digitali e lo fonde con le schede che gli immigrati devono presentare con tutte le proprie impronte.
In questo modo Adrian Paci unisce il proprio senso dell’ironia alle sue riflessioni sull’immigrazione creando un’ambiguità di direzione di significato.



















































































