A12
Database Opere
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Istanbul Magenta, 2005
PitturaDeniz Palas, Garanti Building, magazzini Kavala, Antrepo no. 5, Platform Garanti Contemporary Art Center, Bilsar Building ed edificio della Società Operaia Italiana sono le sette sedi della Biennale di Istanbul. Sette edifici differenti per caratteristiche, dimensioni, tipologia, contesto, ma accomunati dall’essere in bilico tra una vecchia destinazione d’uso e nuove possibilità di riutilizzo. Si tratta di ex banche, ex magazzini, spazi inutilizzati disponibili per nuovi usi. Il progetto vuole rendere evidente questa labile ed effimera rete di relazioni che si instaura durante la manifestazione e mette in scena un dispositivo di lettura e di identificazione di questi luoghi, rileggendo e reinterpretando le specificità di ogni edificio. Un modo per rendere manifesta la presenza dell’arte sottolineando la ricchezza e le contraddizioni della città. il progetto prevede la colorazione di alcuni elementi architettonici degli edifici: le inferriate, gli infissi, le facciate, gli elementi decorativi, le modanature, gli ingressi. La lettura di ciò che differenzia le sedi è il criterio di selezione degli elementi da colorare. Il magenta è un colore acceso, intenso, artificiale, ma è possibile ritrovare a Istanbul un uso del colore altrettanto spregiudicato ed energico per dare dignità e riconoscibilità a edifici di poco pregio.
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Sottorete, 2005
Copertura modulare in rete metallicamisura ambienteAppositamente pensato per gli spazi del cortile dello Spazio Lazzari a Treviso, Sottorete è una copertura modulare in rete metallica. La concezione del progetto e la scelta del materiale nascono dalle suggestioni del sito, di eccezionale valore storico, e dalla versatilità funzionale dello stesso come luogo di passaggio, di sosta e di contemplazione.
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Sala / saal, 2006
Lampadario, sedie, tavolo, tappezzeria, libromisura ambienteAll’interno delle sale di Museion lo spettatore vive l’esperienza straniante della duplicazione di un ambiente assolutamente identico, ma che in fondo consiste in uno specchio fedele di una situazione tangibile e reale. Nel percorso museale il visitatore si imbatte in due momenti successivi in due ambienti perfettamente uguali vivendo un déjà vu che corrisponde ad una metafora calzante dello spazio culturale altoatesino: tutto è doppio, dal lampadario al tavolo, fino alle sedie e alla tappezzeria. Completa questa de-costruzione e ricostruzione di senso l’edizione di un libro con copertine a metà italiane e a metà tedesche contenente esclusivamente immagini e disegni dell’ambiente sdoppiato.
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Neozone Exhibition Design, 2006
Lampada da cantiereMisura ambienteAlessandro Cimmino300 lampade da cantiere, quelle usate per le segnalazioni autostradali, inondano di lampi intermittenti e invadono gli spazi aperti e di accesso alla manifestazione Neozone, segnalandone gli ingressi principali lungo Via Tortona e Via Bergognone._Il richiamo all’estetica del lavoro in corso, del non-finito, dell’imprevisto, sottolinea la vitalità del mondo e dei prodotti esposti negli spazi interni della fiera e, con la tecnica del contrappasso, accosta in modo volutamente brutale due mondi opposti: il cantiere e lo show-room, segnalando a scala urbana uno degli eventi più significativi della settimana della moda.
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I mille volti dell’utile. Dalla realtà dell’impresa sociale, la tua realtà, 2007
Progetto per mostraNell’ambito delle attività di promozione del Centro di Sviluppo dell’Economia Sociale, il primo ente che promuove lo studio, la ricerca, la comunicazione e la formazione nel settore della cooperazione sociale e dell’associazionismo no profit, nel 2007 una mostra fotografica – firmata da Gianni Berengo Gardin – celebra il mondo della cooperazione sociale in Liguria. Nell’allestimento le immagini dei volti delle persone che operano ogni giorno in questo settore sono montate su fasce alternate a specchi e appese al portico dell’atrio di Palazzo Doria Spinola.
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Affacciati – Luccianna, 2008-2009
Progetto per il complesso artistico contemporaneo del Comune di Cantagallo (PO)Luicciana è una frazione del Comune di Cantagallo, sede del concorso a inviti promosso da Territoria 4 e Centro Pecci per la realizzazione di un’opera d’arte pubblica permanente per il Complesso Artistico Contemporaneo del Comune di Cantagallo. Tema del concorso: la sostituzione della balaustra lungo Via Verdi, la strada principale che attraversa il paese, coniugando arte pubblica e sicurezza stradale.
“Luiccianna- Affacciati” non è il progetto di una balaustra, ma è l’occasione per ripensare all’uso di quel tratto di strada e al contesto territoriale in cui si agisce: la proposta prevede la realizzazione di un padiglione aperto che lavora su due livelli: alla quota di via Verdi è un belvedere dove poter stare seduti e contemplare il panorama, collocato in prossimità della fermata dell’autobus e dei percorsi di accesso alle strutture pubbliche del paese; alla quota sottostante, a meno 4 metri, diventa una”porta”, un passaggio coperto lungo il tracciato storico di via degli Artisti. La pianta del padiglione ricalca il sedime della rovina di Rocca Cerbaia, castello medievale, ora in rovina, poco distante da Luicciana; la superficie di rivestimento è una texture che riprende i colori del paesaggio circostante. -

Affacciati – Luccianna, 2008-2009
Progetto per il complesso artistico contemporaneo del Comune di Cantagallo (PO)misura ambienteLuicciana è una frazione del Comune di Cantagallo, sede del concorso a inviti promosso da Territoria 4 e Centro Pecci per la realizzazione di un’opera d’arte pubblica permanente per il Complesso Artistico Contemporaneo del Comune di Cantagallo. Tema del concorso: la sostituzione della balaustra lungo Via Verdi, la strada principale che attraversa il paese, coniugando arte pubblica e sicurezza stradale.
“Luiccianna- Affacciati” non è il progetto di una balaustra, ma è l’occasione per ripensare all’uso di quel tratto di strada e al contesto territoriale in cui si agisce: la proposta prevede la realizzazione di un padiglione aperto che lavora su due livelli: alla quota di via Verdi è un belvedere dove poter stare seduti e contemplare il panorama, collocato in prossimità della fermata dell’autobus e dei percorsi di accesso alle strutture pubbliche del paese; alla quota sottostante, a meno 4 metri, diventa una”porta”, un passaggio coperto lungo il tracciato storico di via degli Artisti. La pianta del padiglione ricalca il sedime della rovina di Rocca Cerbaia, castello medievale, ora in rovina, poco distante da Luicciana; la superficie di rivestimento è una texture che riprende i colori del paesaggio circostante. -

NJs08_gianellina, 2008
Barriera in plasticamisura ambienteIl progetto del sistema di sedute NJs08/gianellina per gli spazi della Fondazione Remotti parte dalla suggestione per un oggetto comune che appartiene all’esperienza quotidiana di tutti nelle strade delle nostre città, una barriera in plastica tipo New Jersey utilizzata per la delimitazione dei cantieri stradali. Un oggetto dotato di una sua qualità estetica data da una forma essenziale derivata dallo studio delle esigenze funzionali del suo utilizzo, dalla modularità e razionalità degli elementi, dall’alternanza cromatica dei moduli bianchi e rossi.
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Deep Garden, 2008
Padiglione temporaneomisura ambienteGiulio Sarchiola, gruppo A12L’installazione, omaggio alla città di Venezia, affronta la forza della natura e contrastandola, propone un luogo isolato dove godere il silenzio e immergersi in uno spazio surreale. In una città come Venezia, dove l’impianto urbano unico e caratteristico è immerso nella laguna, Deep Garden diventa simbolo di quel flusso di energia creata dall’uomo per costruire nuove esperienze in luoghi apparentemente inimmaginabili.
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Piazza Martiri, 2008
Progetto per un padiglione temporaneomisura ambienteIl progetto per un padiglione destinato a esporre opere di arte contemporanea è l’occasione per ripensare gli usi dello spazio pubblico di Piazza Martiri, una delle piazze principali nel centro di Teramo._La dimensione e la forma allungata della piazza, la contiguità con i principali assi urbani e i monumenti storici, la presenza di un sottopasso commerciale quasi abbandonato, l’incombere del “falso fronte” della cattedrale sono i materiali di partenza da cui si è sviluppata l’idea di un padiglione che non funziona solo come contenitore, ma è soprattutto un elemento urbano che ha l’ambizione di trasformare, anche se temporaneamente, l’uso di uno spazio pubblico centrale: una grande scalinata, lunga circa 30 metri, per una parte fronteggia e triplica la gradinata esistente prospiciente la chiesa, diventando spazio per la seduta e per manifestazioni all’aperto, per una parte si alza e diventa copertura, in parte agibile, del padiglione espositivo vero proprio. Al di sotto della copertura, lo spazio espositivo è articolato in modo da collegare e rendere fruibili le scale e gli spazi commerciali (negozi e vetrine) del sottopasso commerciale.
Il progetto, nato dalla collaborazione tra Warehouse, Comune di Teramo e NABA, Nuova Accademia di Belle Arti è stato sviluppato in collaborazione con gli studenti del corso di Allestimento del Biennio Specialistico in Arti Visive e Discipline Curatoriali di NABA AA 2007/08. -

Living fresco , 2008
Telecamere, videoproiettoremisura ambienteIl progetto proposto per Villa Caldogno lavora sulle relazioni tra l’architettura, lo spazio, il tempo e la presenza delle persone che li attraversano._Il progetto prevede la realizzazione di un dispositivo che permetta di enfatizzare le relazioni tra le diverse parti che compongono l’insieme architettonico (Villa vera e propria, giardino, bunker) rendendo le persone che vi si trovano contemporaneamente parte attiva e passiva dell’architettura dello spazio, attraverso la realizzazione di un nuovo mutevole apparato decorativo (e interattivo) per le tre sale dell’ala orientale. _Il sistema si compone di tre parti: un apparato di telecamere a circuito chiuso che cattura immagini dei visitatori e dei membri del personale all’interno del bunker e nel giardino e le immagazzina per un periodo limitato di tempo; un archivio di immagini, dettagli, figure isolate, tratti dagli affreschi che occupano le pareti delle diverse parti della villa; un grande macchinario che occupa il centro delle tre sale dell’ala orientale della villa, contenente diversi strumenti di proiezione puntati contro le pareti prive di affreschi._Questa ultima struttura serve a proiettare sui muri le immagini tratte dagli affreschi e quelle tratte dall’archivio di presenze effimere delle persone raccolte negli spazi circostanti. Chi entra nelle tre sale ha la possibilità di manovrare, azionando un sistema di leve, pulsanti e ruote, le proiezioni delle immagini degli affreschi e dei visitatori sulle pareti bianche, spostandole, variandone le dimensioni, affiancandole e sovrapponendole in un insieme potenzialmente infinito e sempre variabile nel tempo di composizioni. Giocando a ritrovare se stesso ed i propri amici, a farli incontrare con Angelo Caldogno, Scipione, Sofonisba, prigioni, putti o perfetti sconosciuti.
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-14.86, 2009
Elemento diffusore in ottone, tubimisura ambienteInstallazione permanente.
Punto nodale del traffico urbano e importante spazio di incontro all’interno delle mura cittadine, Piazza dei Caduti è storicamente caratterizzata dalla presenza del fiume Urcionio che scorre nel sottosuolo. Intubato nel primo dopoguerra, l’Urcionio ha rappresentato nei secoli una risorsa fondamentale per lo sviluppo della città e un elemento di riconoscibilità nella percezione del luogo.
Il progetto -14.86, attraverso un sistema sonoro che riproduce il suono delle acque del fiume, ne rievoca emozionalmente la presenza creando suggestioni sopite da tempo suggerendo allo spettatore un modo di fruire gli spazi urbani più attento all’ascolto e alla pratica attiva dei luoghi.
L’installazione contribuisce a stabilire un ideale ponte tra città e ambiente attraverso il filo rosso del corso d’acqua che coniuga l’area verde dell’Arcionello, recentemente istituita a parco naturale regionale, con la dimensione urbana.
Il titolo dell’opera, “-14,86”, si riferisce alla quota di profondità del fiume rispetto alla superficie del terreno alla quale si trova l’installazione che, grazie al patrocinio del Comune di Viterbo, è permanente. -

GMBLT_09, 2009
Gambaletto, lampada a risparmio energetico, cavo elettrico, spina, interruttore, porta lampadaIl nostro progetto è una lampada realizzata con un gambaletto da donna bucato. Questo oggetto è direttamente ispirato all’installazione Digesting Impressions della artista svizzera Pipilotti Rist. La nostra formazione di architetti ci porta in generale a trarre ispirazione dal contesto in cui operiamo. In questo caso ci siamo ispirati a ciò che abbiamo trovato nei cassetti e nella libreria”.
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Green room. Radical nature. Art and architecture for a changing planet., 2009
Materiali varidimensioni variabiliL’installazione è la riproposizione in un contesto diverso, del padiglione temporaneo Green Room, realizzato in occasione della Busan Biennale del 2006.
La semplice struttura esterna in legno del padiglione, rivela al suo interno un “frammento” di giardino in miniatura organizzato sul modello dei giardini tradizionali inglesi. Gli specchi che rivestono le pareti interne del padiglione replicano all’infinito il micro–paesaggio verde amplificando il senso di straniamento tra interno e esterno. -

Green room. Radical nature. Art and architecture for a changing planet., 2009
Progetto per padiglione temporaneo Green Room realizzato per la Busan Biennale 2006misura ambienteL’installazione è la riproposizione in un contesto diverso, del padiglione temporaneo Green Room, realizzato in occasione della Busan Biennale del 2006.
La semplice struttura esterna in legno del padiglione, rivela al suo interno un “frammento” di giardino in miniatura organizzato sul modello dei giardini tradizionali inglesi. Gli specchi che rivestono le pareti interne del padiglione replicano all’infinito il micro–paesaggio verde amplificando il senso di straniamento tra interno e esterno. -
La Zona, 2003
Padiglione temporaneo.
































